Carinaro

Carinaro, Stefano Masi si dichiara indipendente e chiama in causa la “psicanalisi freudiana”

Carinaro (Caserta) – E’ rottura ufficiale tra la maggioranza del sindaco Nicola Affinito e il consigliere Stefano Masi che, in una nota indirizzata al primo cittadino, si dichiara indipendente in Assise. Decisione prevedibile dopo la revoca, da parte di Affinito, delle deleghe alle Attività produttive e a rappresentante del comune nel consiglio generale del consorzio industriale Asi Caserta. Uno scontro che ruota attorno alla famigerata “Variante Marican” e ad atti espletati dall’area tecnica comunale ritenute assai “discutibili” da Masi (leggi qui).

A seguire la nota indirizzata ad Affinito in cui il consigliere, oltre a replicare alle ultime dichiarazioni rilasciate dal primo cittadino (leggi qui), non manca di rivolgere ulteriori critiche all’operato dell’amministrazione in carica: «Egregio Sindaco, mi sarà certamente consentita una breve replica alla lettera con cui informi la stampa, senza aver avuto neanche l’eleganza di far prima notificare la decisione al sottoscritto, di avermi revocato la delega consiliare alle Attività produttive e quella di rappresentanza del Comune di Carinaro in seno al Consiglio generale dell’Asi Caserta.

Avevo simbolicamente mantenuto tali deleghe solo per far comprendere ai miei compagni di viaggio e all’intera Città, che non avevo alcuna intenzione di lasciare la maggioranza nella quale ero stato eletto. Anzi, nei due documenti inviati alla stampa, avevo più volte ribadito che la mia iniziativa mirava solo a creare uno scossone all’interno della nostra compagine, nella speranza che essa, attraverso un confronto interno, chiaro e senza infingimenti, sapesse tornare nell’alveo dei principi fondanti del progetto Carinaro Rinasce, ossia quelli del rinnovamento, della discontinuità, della difesa delle origini e della specificità delle destinazioni agricole del nostro territorio, principi dai quali l’azione del governo cittadino sembrava allontanarsi.

Mi preme altrettanto chiarire, però, che non sono del tutto sorpreso della tua decisione, essendomi ormai tristemente abituato a vederti prendere decisioni diametralmente opposte a quelle che un Sindaco, ben consigliato, prenderebbe. Una tendenza, questa, vagamente simile a quella che il padre della psicanalisi, Sigmund Freud, aveva avuto modo di definire come “coazione a ripetere”. Ad ogni modo, nella presente missiva mi preme innanzitutto prender posizione circa alcune delle imputazioni che mi vengono fatte, tra cui quella secondo la quale sarei colpevole di pensare che l’attuale amministrazione possa essere in qualche modo responsabile dei ritardi dell’approvazione di alcuni atti amministrativi. Debbo confessarti che mi sento quasi imbarazzato nel dovermi difendere da un’accusa così risibile.

Credo che chi governa, da ancor prima della nascita della democrazia, è chiamato, in qualche modo, a rispondere degli atti che compie, di quelli che non compie, e, più in generale, della tempestività con cui tali decisioni vengono adottate. Mi scuso, pertanto, se ho pensato che questa regola potesse valere anche per l’amministrazione carinarese! E’ davvero paradossale, poi, che mi venga imputato di aver dubitato della scarsa collaborazione riscontrata o della capacità, o volontà, dell’amministrazione di perseguire con determinazione ed efficacia gli obiettivi dichiarati. Non ho certo colpe se, nella mia esperienza di vita e professionale, mi è sempre capitato di vedere i titolari di cariche pubbliche apicali far, letteralmente, il diavolo a quattro per ottenere un provvedimento desiderato, tanto più se esso consiste nella elementare acquisizione di un necessario incarico di consulenza.

Molto meno frequentemente, invece, mi è capitato di veder premiati i funzionari che alla predette finalità non avevano proficuamente collaborato. E non tanto o non solo perché la nostra pubblica amministrazione si dovrebbe reggere su virtuosi meccanismi meritocratici ma perché la situazione opposta, il premiar chi non collabora proficuamente, ricorda lontanamente una condizione patologica assai poco diffusa, ma molto discussa nella medicina moderna, che la scienza psicologica definisce “Sindrome di Stoccolma”. Pur certo che tu ne sia immune, rimangono per me incomprensibili le ragioni del tuo progetto di assegnare ulteriori funzioni a quel responsabile d’area che non aveva trovato soluzioni ad obiettivi che l’amministrazione aveva dichiarato di voler perseguire. Lascia stare, pertanto, la moralità che presuntivamente avrei messo in discussione, cosa che, invece, io non ho fatto né con la tua né con quella degli altri consiglieri della maggioranza.  Attieniti, pertanto, alle mie dichiarazioni ufficiali e, se puoi, ai fatti, perché essi hanno l’abitudine di esser difficili da smentire.

Quest’amministrazione nonostante nel mese di settembre 2019, in Consiglio, avesse dichiarato che fosse in corso di definizione il procedimento di acquisizione di un parere urbanistico, solo in data 12 maggio 2020 ha approvato l’avviso pubblico, con un ritardo di oltre 240 giorni (8 mesi!) e dopo che il sottoscritto aveva rassegnato le proprie dimissioni; tra l’altro più volte preannunciate. Ti sembra di essere al cospetto di un’azione amministrativa efficiente? A me, no! Rispetto a tali fatti, e nel rispetto dei ruoli che il popolo ha assegnato a entrambi, avevo chiesto a te di individuare le responsabilità e le cause nonché di farti promotore di una svolta, a 180 gradi, dell’azione amministrativa.

Dai tuoi scritti e dalla decisione che mi hai comunicato a mezzo stampa, deduco che l’analisi delle responsabilità che ti avevo chiesto, dopo 20 giorni dalle mie dimissioni, si è conclusa con l’individuazione di un unico responsabile: il sottoscritto. Che dire? Chapeau! Se questa, inoltre, è la svolta a 180 gradi che ti era stata chiesta, ti faccio i miei complimenti per aver, una volta tanto, intrapreso una direzione con la massima chiarezza. Eppure non sono lontani i tempi in cui alcuni consiglieri della precedente maggioranza mandarono a casa l’ex Sindaca denunciando una deriva tecnocratica che, a loro dire, mortificava la democrazia. Perdona la domanda retorica: cosa è cambiato da allora? Credo proprio nulla, se non, forse, il rapporto personale tra alcuni di essi.

E perché, poi, avrei dovuto prendere le distanze dalla lettura che il direttore di CasertaCe ha fatto della variante urbanistica approvata dal Commissario e, in particolare, dal pensiero da egli espresso secondo il quale in essa c’è il paradigma della mala-amministrazione, della mala-politica, dell’attitudine al compromesso al ribasso? Mi sembra fossi proprio tu, come con arguzia ti è stato già fatto notare, che in un comunicato diramato alla stampa, in data 16 maggio 2019, dichiarasti che: “Ed è proprio l’ing. Ferriello che con il dott. Palmieri, commissario prefettizio, ha posto in essere alcuni atti che proprio in questi giorni vengono definiti dalla stampa come assunti con “una procedura a dir poco spericolata”, e con la quale si “procede ad una modifica dello strumento urbanistico vigente nel Comune di Carinaro, in risposta ad una richiesta di permesso a costruire in area agricola”.

Questa non è né lungimiranza, né corretto agire per il bene del paese, chi pensa all’utile immediato perde di vista il futuro di una comunità, anzi, si rende responsabile dello sfregio al suo bene più prezioso: il territorio. Se tutti ci lamentiamo della puzza, dei cambiamenti climatici, della qualità dell’aria, abbiamo ora l’obbligo di difendere il territorio che ci circonda e che non può essere ulteriormente violato. Nel nostro programma non a caso la questione ambientale è centrale. “We have a dream”: preservare alle generazioni future quello che resta di un territorio una volta fertilissimo e bellissimo”. Da chi devo prendere le distanze, Sindaco, da te o dal network CasertaCe? Prima delle elezioni comunali, come avrai notato rileggendoti, avevate posizioni non del tutto dissimili, cosa è cambiato da allora? E, ancora, ti chiedo: cosa c’è da dissociarsi se anche alcuni Tar, mi riferisco, in particolare, al Tar Latina n. 457/2018, hanno ritenuto che tra i poteri della gestione commissariale non vi fosse anche quello di variare lo strumento urbanistico essendo, quest’ultima, una scelta politica dell’Ente? Sono convintissimo, pertanto, nel ritenere che l’indagine da te compiuta circa le responsabilità per il ritardo accumulato in questa vicenda abbia avuto un’istruttoria quantomeno manchevole.

In ogni caso, è massimamente necessario che ti attivi per rinnovare la predetta istruttoria, con la massima tempestività, in quanto, ai sensi della legge n. 241/90, in presenza di determinate circostanze, trascorsi 18 mesi dall’adozione dei provvedimenti in questione, qualcuno potrebbe venire a dirci che, indipendentemente dalla legittimità o meno degli atti, essi non potranno più esser annullati, per il solo fatto del trascorrere del tempo. E il termine di scadenza potrebbe essere assai vicino. Che poi la normativa sia applicabile o meno alla presente fattispecie, in ogni caso, è al momento irrilevante: in presenza di una maggioranza dimostratasi recalcitrante di fronte a possibili responsabilità erariali per l’acquisizione di un misero parere urbanistico io, al tuo posto, agirei con la massima tempestività. A te, pertanto, il compito di permettere che il Consiglio comunale di Carinaro si esprima sulla variante urbanistica adottata dal Commissario prima di tale scadenza. Dico ciò senza considerare che l’Area Urbanistica, per gli atti di propria competenza, potrebbe certamente assumere le proprie determinazioni in totale autonomia, considerato che è noto a tutti (a tutti?) che agli onori corrispondono altrettanti oneri, e che, un giorno non molto lontano, qualcuno potrebbe interrogarsi su cosa è stato fatto in tale settore in questi 12 mesi.

Quanto a me, come vedi, continuo a dar consigli in scienza e coscienza, pur consapevole di aver assunto il ruolo di quella figura mitologica che era Cassandra, inascoltata a causa delle nefaste profezie e non particolarmente amata da coloro che avevano il privilegio di ascoltare i suoi vaticini. In ogni caso, è chiaro che la tua decisione (rectius, le tue recenti decisioni), di non imprimere quella svolta a 180 gradi da me richiesta ma liquidare la questione individuando il sottoscritto come agnello sacrificale, apre scenari politici del tutto nuovi nei quali l’ottenimento della mia fiducia sugli atti da approvarsi dovrà esser guadagnata giorno per giorno, provvedimento per provvedimento.

Le tue decisioni, infatti, mi costringono ad assumere da oggi la posizione di consigliere indipendente, pronto a sostenere solo iniziative e atti che vanno nella chiarissima direzione della difesa degli interessi generali della mia Città, ma anche pronto ad oppormi fieramente a quelle iniziative che non vanno nella direzione della rinascita di Carinaro. Ciò anche per il rispetto dei tanti elettori che decisero di accordami la loro preferenza personale e, in particolare, di quelli che lo fecero credendo che un’altra Carinaro era possibile.  Questa scelta, spero capirai, mi impone di rassegnare anche le dimissioni dalle commissioni consiliari in cui sono stato designato, non solo perché quelle nomine avvennero per la mia appartenenza alla maggioranza, ma anche per non fornire ulteriori alibi all’amministrazione che deve essere messa nelle migliori condizioni possibili per operare per il bene della Città. Questo nuovo ruolo che mi accingo a rivestire, probabilmente, sarà assai complesso per via dello stretto sentiero che lascia intravedere ma, sono certo, sarà da me svolto con la passione di sempre e con la rinnovata convinzione di contribuire a migliorare il mio paese che – sia chiaro – è, e resta, il mio unico obiettivo».

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