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Coronavirus, più 1401 contagiati, 3mila guariti e 274 morti. Regioni: “Entro 17 maggio Dpcm su riaperture”

Aumenta di 1.401 il numero dei contagiati in Italia, mentre diminuiscono i ricoveri in terapia intensiva, che sono 1.311 in tutto, cioè 22 in meno rispetto a ieri. Aumenta il numero dei guariti, 3.031 in più, per un numero complessivo di 96.276. Nessun nuovo ricovero nei reparti d’emergenza in Lombardia, dove si contano 689 positivi in più e 134 morti nelle ultime 24 ore. Sono 215.858 i casi totali di coronavirus in Italia, 1.401 in più di ieri (mercoledì l’aumento era stato di 1.444). I guariti nelle ultime 24 ore sono 3.031 per un totale di 96.276. Le vittime salgono a 29.958 (+274). Lo rende noto la Protezione civile.

Lombardia, altri 720 casi di positività e 134 morti – Solo nella Regione Lombardia, nelle ultime 24 ore, ci sono stati 689 casi di positività al coronavirus, a cui ne vanno aggiunti 31 risalenti ad aprile ma rendicontati oggi. Il totale sale quindi 80.089. I decessi sono invece 14.745, di cui 134 solo oggi. Diminuiscono ancora gli ospedalizzati (-231).

Sale al 10,25% il rapporto tra persone sottoposte a tampone e casi rilevati – Sale al 10,25% il rapporto tra persone sottoposte a tampone e casi rilevati, ieri era al 3,82%. Su un totale di 13.665 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore, 1.401 sono risultati positivi. E’ il dato più alto dal 24 aprile, cioè da quando la Protezione civile rende noto il numero delle persone sottoposte a tampone.

Fase 2, c’è l’accordo tra il governo e la Cei sulle messe – E’ stato siglato, a Palazzo Chigi, il protocollo che permetterà la ripresa delle messe. L’accordo è stato firmato dal presidente della Cei, cardinale Gualtiero Bassetti, dal premier Giuseppe Conte e dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ed entrerà in vigore da lunedì 18 maggio.

Regioni: entro 17 maggio Dpcm su riaperture – La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, presieduta da Stefano Bonaccini, ha approvato un ordine del giorno sulla cosiddetta “Fase 2” dell’emergenza Covid-19. Il documento è stato illustrato e consegnato al Governo nel corso dell’odierna Conferenza Stato-Regioni dal presidente Bonaccini “Si sta assistendo positivamente in questi giorni – si legge nel documento – alla ripresa graduale delle attività produttive che in forza di precedenti decreti avevano sospeso le attività”. Ma “Il Dpcm 26 aprile 2020 nonostante le prime indicazioni per la riapertura non ha previsto un cronoprogramma relativamente alle numerose attività ancora sospese o chiuse”.

Secondo le Regioni c’è “il rischio” che “una sospensione prolungata” delle “attività economiche non contemplate nel decreto mette fortemente a rischio la sopravvivenza di migliaia di attività economiche, determinanti per le diverse economie regionali e per la tenuta del tessuto sociale del Paese”. “I dati epidemiologici sono in costante diminuzione in tutto il territorio nazionale ed è stato attivato un sistema di monitoraggio da parte del Ministero della Salute per verificare eventuali recrudescenze dell’epidemia e monitorare il rischio contagio” e “il livello di saturazione delle strutture ospedaliere è in costante diminuzione” ed è in corso “anche col sostegno del Governo attraverso ulteriori ed imminenti provvedimenti, il potenziamento strutturale della rete sanitaria”. Inoltre “sono stati sottoscritti e sono in corso di sottoscrizione i Protocolli per l’individuazione delle misure di sicurezza con le parti sociali a tutela dei lavoratori e delle lavoratrici in tutti i settori economici”.

Per questi motivi le Regioni chiedono che “entro il 17 maggio venga adottato un nuovo DPCM con il coinvolgimento delle Regioni per consentire alle Regioni stesse di procedere autonomamente, sulla base delle valutazioni delle strutture tecniche e scientifiche dei rispettivi territori, a regolare le riaperture delle attività previa adozione da parte delle imprese di tutte le misure per la tutela dei lavoratori ed il contenimento del contagio come definiti dagli specifici protocolli di sicurezza, fermo restando che la competenza sulla mobilità interregionale è di competenza nazionale”. Inoltre le Regioni chiedono che dal prossimo 11 maggio “possano procedere ad anticipare la riapertura dei settori del Commercio al dettaglio fermo restando la necessaria sottoscrizione dei relativi protocolli di sicurezza con le parti sociali a tutela dei lavoratori”.

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