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“Attentati intimidatori”, il giornalista De Michele indagato per simulazione di reato

Avrebbe simulato un reato, quello di un agguato a colpi d’arma da fuoco. Almeno l’ultimo relativo ai proiettili esplosi contro la casa di Cesa (Caserta) in cui vive insieme alla moglie, al figlio e agli anziani genitori. Mario De Michele, giornalista dell’agro aversano, che camminava (e continuerà a camminare sino alla probabile revoca) con la scorta, si sarebbe inventato un attentato ai suoi danni, mentre indagini, coordinate dalla Dda di Napoli, condotte dai carabinieri del gruppo di Aversa, diretti dal colonnello Donato D’Amato, stanno verificando se sia simulato anche l’agguato della scorso mese di novembre quando fu fatto bersaglio di una decina di colpi di pistola dopo essere stato inseguito da una vettura sino ad un luogo isolato nella zona campestre di Gricignano. A farne le spese solo la carrozzeria della sua auto.

Un episodio che lo portò ad ottenere una scorta e gli procurò comparsate in popolari programmi tv, da Le Iene a Storie Italiane ad Agorà, oltre a manifestazioni istituzionali di solidarietà dal Consiglio dell’ordine dei giornalisti a diverse amministrazioni comunali. Ma i carabinieri, accanto alle indagini alla luce del sole contro gli attentatori, portavano avanti anche indagini per capire se quell’agguato fosse stato architettato da De Michele o se fosse reale. I colpi contro l’abitazione di Cesa della scorsa settimana hanno fatto precipitare le cose. Venerdì scorso l’epilogo con la visita dei militari aversani proprio in quella casa.

Con le indagini ancora in corso, gli inquirenti avrebbero preferito che non trapelasse nulla. Ma De Michele è stato ancora una volta sopra le righe. Ieri pomeriggio ha pubblicato un lungo editoriale sul suo giornale on line nel quale prendeva commiato dalla direzione di “Campania Notizie” e dal giornalismo. Scriveva che si era fatto prendere la mano e di aver commesso “errori imperdonabili”. Una sorta di gioco pericoloso che gli sarebbe sfuggito di mano.

Secondo l’accusa, De Michele, in concorso con Pasquale Ragozzino – avvocato di Orta di Atella, ideatore della lista “Coraggio” che supportò l’ex sindaco Andrea Villano alle ultime elezioni comunali e imparentato con l’ex sindaco ed ex consigliere regionale Angelo Brancaccio –  e con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso ed in tempi diversi, con due distinte denunce sporte al Gruppo Carabinieri di Aversa e successivi esposti confermativi, avrebbero “accusato falsamente ignoti di aver commesso due attentati con colpi di arma da fuoco al suo indirizzo”.

Il primo, quello di Gricignano di Aversa (14 novembre 2019), mentre era all’interno della propria autovettura; il secondo tramite l’esplosione di colpi d’arma da fuoco contro un muro esterno della sua abitazione a Cesa (4 maggio 2020). Come si legge nell’avviso di garanzia, De Michele “con tali denunce riconduceva la responsabilità degli atti intimidatori a persone nominate nei suoi esposti all’Autorità Giudiziaria e nelle sue inchieste giornalistiche pubblicate sul portale web-tv campanianotizie.com, di cui è direttore, mentre, in realtà, era lo stesso De Michele ad esplodere i colpi d’arma da fuoco, con il concorso del Ragozzino, il quale forniva taluna delle armi utilizzate”.

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