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Genitori alunni autistici: “Didattica a distanza non basta”. Petizione al ministro Azzolina”

La tanto attesa “fase 2”, che prevede una graduale riapertura di tutti i settori, non può non considerare che la scuola è il settore primario che merita una ripresa graduale ma sistematica. È, infatti, necessario non solo programmare oggi una regolare ripresa delle attività in aula per il prossimo anno scolastico, ma anche prevedere sistemi alternativi alla didattica a distanza per i ragazzi e le ragazze con disabilità.

Nella fase emergenziale il Governo ha messo in campo misure eccezionali ed è riuscito a fronteggiare una situazione difficilissima come pochi altri Paesi hanno fatto. Ora però che la “fase 1” volge al termine, sembrano dimenticati i problemi legati a tutti gli studenti con disabilità, e in particolare dei ragazzi con autismo che molto soffrono dell’isolamento sociale, che non hanno capacità autonoma di mantenere il contatto con la scuola e per i quali, in questa fase di allentamento della situazione emergenziale, non si sta facendo quanto necessario. Per questo la sezione campana dell’Angsa (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici) ha lanciato una petizione nel web (clicca qui), che mira esattamente a chiedere la necessaria e dovuta attenzione al tema del diritto all’istruzione di tutti.

“Non si può più fingere – commentano dall’associazione – di non vedere che la didattica a distanza, nonostante l’impegno e la buona volontà profusa da moltissimi insegnanti, è stata inefficace e insufficiente da molti punti di vista, ma che soprattutto tanti, tantissimi ragazzi sono rimasti indietro e che ogni giorno in più non fa che aumentare un divario preoccupante. Di certo, sono rimasti indietro tutti i ragazzi autistici, che non solo hanno avuto difficoltà ad utilizzare gli strumenti, molto spesso improvvisati, della didattica a distanza, ma che in questo periodo e tuttora scontano anche la mancata ripresa delle terapie sanitarie. Tante sono le soluzioni da mettere in campo, possibili e alternative alla didattica a distanza, più coerenti e rispondenti alle necessità delle famiglie e dei ragazzi con disabilità, come ad esempio la necessità, in caso del perdurare della chiusura delle scuole, di insegnanti di sostegno e/o di assistenti specializzata a casa o in un luogo prestabilito”. “In queste difficili settimane – concludono dall’Angsa – abbiamo potuto constatare l’impegno e la voglia di supportarci di tantissimi insegnanti di sostegno che si sono assolutamente resi conto dell’inadeguatezza della didattica a distanza per i nostri ragazzi. È per questo che siamo certi di ricevere il loro appoggio e la loro solidarietà in nome del diritto superiore all’istruzione di tutti i ragazzi”.

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