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Coronavirus, Oms: “Può essere definito pandemia”

“Abbiamo valutato che il Covid-19 può essere definito come una pandemia”. Lo ha detto il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, nel giorno in cui sono stati superati i 4.350 morti nel mondo per il nuovo coronavirus. “La parola pandemia – ha aggiunto – non può essere usata con leggerezza perchè può causare paure non necessarie e il sentimento che la lotta è finita. Ma non è così – ha proseguito – descrivere la situazione come pandemia non cambia cosa fa l’Oms e cosa i Paesi devono fare”.

Ghebreyesus ha sottolineato che si tratta della “prima pandemia causata da un coronavirus”. Nei prossimi mesi, ha aggiunto il direttore generale dell’Oms, “ci aspettiamo di vedere i numeri di casi, di morti e il numero di Paesi affetti salire ancora di più. L’Oms ha valutato questa epidemia giorno dopo giorno e siamo profondamente preoccupati sia dai livelli allarmanti di diffusione e gravità, sia dai livelli allarmanti di inazione”. “Siamo in questa situazione assieme e abbiamo bisogno di agire con calma per fare la cosa più giusta”, ha affermato. Il direttore generale ha ringraziato l’Italia, la Corea del Sud e l’Iran per le misure adottate. “Siamo incoraggiati dalle misure aggressive adottate dall’Italia, speriamo che abbiano effetti nei prossimi giorni”, ha concluso Ghebreyesus.

Uno dei Paesi dove il numero di contagi e vittime cresce di più è la Spagna, che ha superato quota 2mila contagi, con 47 morti. In Belgio c’è la prima vittima. Nel Regno Unito la ministra della Salute è risultata positiva e il Paese ha annunciato un pacchetto da 30 miliardi per sostenere l’economia. Bosnia e Australia vietano l’ingresso a chi arriva dall’Italia, mentre la Slovenia ha smentito di aver chiuso i confini. Il Portogallo ha annunciato la sospensione del traffico aereo con l’Italia a partire dalle 23.59 del 10 marzo per un periodo di 14 giorni. Lo rende noto il sito Viaggiare Sicuri della Farnesina. L’Austria ha ufficialmente reintrodotto i controlli di confine con l’Ue, interrompendo di fatto Schengen.

Polonia e Ucraina, invece, chiudono tutte le scuole e gli asili, con Kiev che ha interrotto i collegamenti aerei con l’Italia, la Turchia registra il primo caso di infezione – che “viene dall’Europa” – e il coronavirus impone lo stop anche a Las Fallas, la grande festa pirotecnica che ogni anno richiama a Valencia centinaia di migliaia di spettatori. Non succedeva dai tempi della Guerra civile: la Spagna, a oggi, registra 2mila infetti e la metà sono a Madrid. Per la Germania, che registra la terza vittima, “l’epidemia durerà mesi, forse anni”, ha detto Lothar Wieler, presidente del Robert Koch Institut, sottolineando però che “più durerà meglio è”, ha aggiunto spiegando che “l’impatto va distribuito nel tempo”. La cancelliera Angela Merkel ha dichiarato: “Gli esperti dicono che potrà infettarsi fino al 70% della popolazione”.

La crisi sanitaria si sta allargando velocemente a tutta Europa. Dopo il caso di ieri, aumentano i positivi nello staff della Commissione Ue: sono quattro più un collaboratore esterno e altri tre sono in attesa del test. Ma anche gli Stati Uniti superano i mille contagi e registrano 31 vittime, mentre in Iran aumentano i morti. La Cina prosegue invece nella curva discendente dell’epidemia, con 24 nuovi casi confermati e 22 morti, tutti nella provincia di Hubei, dove si trova la città di Wuhan, che annuncia una lenta ma progressiva ripresa delle sue attività, dopo una quarantena di oltre di sei settimane. Al contrario, preoccupano i contagi in aumento in Corea del Sud, che con 242 nuovi casi interrompe il trend al ribasso intrapreso da almeno cinque giorni (131 annunciati ieri, 248 domenica, 367 sabato, 438 venerdì e 518 giovedì). L’esercitazione della Nato ‘Cold Response 2020’, che avrebbe dovuto riunire più di 15.000 soldati nella Norvegia settentrionale, è stata annullata. Lufthansa ha cancellato 23mila voli ad aprile, mentre Brussels Airlines sospende tutti i suoi voli da e per l’Italia tra il 12 marzo e il 3 aprile.

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