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Coronavirus, Cina a Italia: “No a misure eccessive”. Governo: “Solidarietà e precauzione”

Sulle “incomprensioni” tra Italia e Cina dopo la chiusura dei voli diretti decisa da Roma, interviene ancora una volta il ministero degli Esteri cinese. “Speriamo che l’Italia possa valutare la situazione in modo obiettivo e razionale, rispettare le raccomandazioni autorevoli e professionali dell’Oms e astenersi dall’adottare misure eccessive”, ha sottolineato il portavoce del ministero.

Palazzo Chigi: “Solidarietà al popolo cinese” – Non è la prima volta che dalla Cina arriva l’invito a fare valutazioni razionali e obiettive, in modo da, come ripetuto da Geng Shuang, “non ostacolare i normali scambi”. Dal canto suo, Palazzo Chigi replica affermando che il governo italiano “continuerà a promuovere iniziative di sostegno umanitario e di solidarietà nei confronti del popolo cinese”. Lo si legge in una nota al termine del vertice interministeriale sul coronavirus. L’esecutivo aggiunge che la sua intenzione è quella di “perseguire una linea di massima precauzione con l’obiettivo prioritario di assicurare la tutela della salute di tutti i cittadini”.

Il lavoro diplomatico di Mattarella – Un importante lavoro diplomatico per portare serenità sull’asse Pechino-Roma, lo sta portando avanti anche Sergio Mattarella. Il presidente della Repubblica ospiterà giovedì sera al Quirinale l’ambasciatore cinese Li Junhua durante un concerto straordinario. Da quando è scoppiata l’epidemia e soprattutto da quando hanno iniziato a diffondersi timori legati al contagio, Mattarella si è reso protagonista di alcune iniziative volte proprio a riportare la serenità nei rapporti con la Cina, più volte irritata con l’Italia per come ha gestito l’emergenza e, in particolare, per aver chiuso il traffico aereo da e per il Paese asiatico. Il 2 febbraio, il Capo dello Stato ha scritto una lettera al presidente cinese Xi Jinping esprimendogli la solidarietà dell’Italia. Il 6 febbraio, poi, Mattarella è andato a visitare i bambini dell’Istituto Manin di Roma, in uno dei quartieri, l’Esquilino, più multietnici della Capitale. Un’iniziativa per contrastare pregiudizi e timori legati a contagi e paure del coronavirus.

Borrelli: “Quarantena solo per chi viene da Wuhan” – Intanto, vengono chiarite le misure sanitarie adottate per chi arriva dalla Cina. La quarantena “viene decisa soprattutto dai medici: non si può mettere in quarantena chiunque viene dalla Cina”. Lo ha detto il commissario straordinario all’emergenza, Angelo Borrelli. La misura “è per quelli che sono nella regione interessata dal coronavirus, e anche in Italia chi arriva da quella regione viene messo in quarantena. Per gli altri – ha aggiunto – c’è una sorveglianza sanitaria adeguata e i dati fino ad adesso ci danno ragione”.

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