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Marcianise, aggredisce ex compagna: per un 28enne si aprono le porte del carcere

Marcianise (Caserta) – Nel pomeriggio del 6 febbraio, la Polizia di Stato ha arrestato per maltrattamenti in famiglia I.P., 28enne di Marcianise, con precedenti di polizia. Ad epilogo di indagini condotte dagli agenti del locale commissariato, la Terza Sezione Penale del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta della procura sammaritana, aveva emesso un’ordinanza di aggravamento di misura cautelare nei confronti dell’uomo, già gravato dalla misura coercitiva dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, precedentemente adottata dal giudice per le indagini preliminari ed eseguita lo scorso 1 ottobre.

La Polizia, in precedenza, aveva accertato che il giovane, ormai da diversi anni, fra le mura domestiche, ponesse in essere nei confronti della moglie continuate e reiterate condotte vessatorie, consistenti in insulti, minacce ed aggressioni fisiche le quali, in alcune circostanze, l’avevano costretta a ricorrere alle cure del Pronto soccorso dell’ospedale di Marcianise. L’escussione di alcuni congiunti della persona offesa, inoltre, permetteva di accertare che l’uomo, dedito all’abuso di sostanze alcoliche e stupefacenti, non esitava ad aggredire la vittima anche alla presenza dei tre figli minori rispettivamente di 8, 7 e 5 anni.

Evidentemente, però, l’allontanamento dalla casa familiare non era valso a contenere l’indole violenta dell’indagato, infatti, nei giorni scorsi, i poliziotti accertavano come lo stesso avesse continuato a perseguitare l’ormai ex compagna, sino a giungere, il 29 gennaio scorso, ad una violenta aggressione fisica quando, notata la donna in compagnia di un conoscente all’interno dell’autovettura di proprietà di questi, utilizzando un corpo contundente, ne danneggiava parabrezza, vetri e cofano, perseverando, nei giorni successivi, a vessare la donna con ripetuti messaggi e telefonate dal contenuto offensivo e gravemente minatorio.

Sulla scorta delle solerti informative presentate dagli investigatori, la Procura della Repubblica formulava la richiesta di applicazione di una più incisiva misura cautelare, avendo rilevato un palese aggravamento delle esigenze cautelari sia a seguito della violazione del precedente provvedimento coercitivo del “Divieto di avvicinamento alla persona offesa” sia per il compimento di reiterati atti di violenza materiale volti ad aggredire ed intimidire la vittima.

Il Tribunale sammaritano, considerando le recenti condotte dell’uomo particolarmente gravi ed allarmanti e ritenendo che la meno afflittiva misura degli arresti domiciliari fosse inadeguata a contenere la sua violenta personalità, applicava il più gravoso provvedimento della custodia cautelare in carcere, immediatamente eseguito dalla polizia.

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