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Coronavirus, sassaiola contro studenti cinesi? Una bufala

La notizia di un gruppo di studenti cinesi dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone preso a sassate è risultata essere falsa. L’episodio era stato raccontato da un professore di Cassino nel corso di una conferenza stampa in occasione della riapertura dell’Istituto. Ma dopo ulteriori accertamenti svolti anche dalla Digos, la notizia è risultata essere priva di ogni fondamento. Il professore che aveva diffuso la notizia è stato anche denunciato per procurato allarme.

L’Accademia era stata chiusa, in via cautelativa, dopo che una giovane cinese, poi risultata negativa al test del coronavirus, era stata colpita da febbre di ritorno da un viaggio in Cina. “A seguito delle notizie diffuse dagli organi di informazione locali e nazionali in ordine ad un episodio di intolleranza in danno di cittadini cinesi asseritamente verificatosi a Frosinone – – si legge in una nota della Questura – si è dato immediatamente avvio ad approfonditi accertamenti. Le ricerche effettuate dalla Digos hanno consentito di chiarire che il professore che aveva reso pubblico l’episodio non aveva la conoscenza diretta degli accadimenti ma aveva riferito informazioni raccolte da un’altra professoressa”.

La professoressa in questione, a sua volta, come sottolinea la nota, “aveva appreso da un generico racconto di una studentessa cinese dell’Accademia di Belle Arti secondo cui su una chat seguita esclusivamente da suoi connazionali, un altro giovane cinese aveva fatto riferimento a non meglio descritti episodi di intolleranza verso cittadini cinesi che sarebbero accaduti a Roma. Il contenuto di tale conversazione in chat si sarebbe trasformato nella sassaiola a Frosinone a causa di un errato utilizzo del traduttore di Google da parte della studentessa”.

“È un episodio gravissimo, senza precedenti, un’autentica vergogna – commenta il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Mauro Buschini – Mi auguro che gli autori di questa follia possano essere perseguiti dalla giustizia e si rendano conto dell’assurdità che hanno commesso, nella speranza che vogliano pentirsi e chiedere scusa”. “Io sono senza parole, – scrive su Facebook il segretario del Pd e presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti – spero che i responsabili siano coscienti di dover rispondere di questa vergogna. Se la disinformazione porta addirittura a gesti pericolosi come questo, dobbiamo impegnarci tutti e di più per raccontare la verità e le notizie corrette. Solidarietà alle vittime di una vera e propria aggressione”. Durissimo il commento del sindaco Nicola Ottaviani che ritiene l’episodio “il frutto della bassezza di livello a cui alcuni insegnanti giungono oggi nella ricerca di pubblicità gratuita”. Critiche anche per quei “politici che preferiscono trascorrere ore intere a rincorrere fake e post inventati di sana pianta, al solo scopo di collezionare ‘mi piace'”.

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