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Emilia Romagna resta “rossa”: vince Bonaccini. Calabria al centrodestra

Il candidato del centrosinistra Stefano Bonaccini si attesta davanti a Lucia Borgonzoni alle elezioni regionaliin Emilia-Romagna: la conferma arriva sin dai dati sui primi voti scrutinati. Il presidente uscente è in testa col 51. 37%. I dati, duffusi dal Viminale, relativi a 4143 sezioni su 4.520 sezioni scrutinate, vedono Bonaccini in testa davanti a Lucia Borgonzoni che è al 43,71%. Simone Benini del M5s è al 3,45%.

Il Pd torna primo partito con il 34,5 per cento: un primato che gli era stato sottratto dalla Lega alle Europee e dai 5Stelle alle politiche del 2018. Segue la Lega con il 32. E Fratelli d’Italia con l’8,6. La lista Bonaccini presidente ha il 5,7 per cento. I 5Stelle crollano al 4,7 per cento. Ancora peggio va il loro candidato: Simone Benini (3,44). Segno che una parte degli elettori grillini ha preferito il voto disgiunto. Molto male anche Forza Italia, al 2,59.

“La scelta di usare l’Emilia-Romagna per altri fini gli emiliano-romagnoli l’hanno capita. Hanno deciso di mettere la campagna su un altro terreno e noi abbiamo vinto anche su quel terreno”. Lo ha detto Stefano Bonaccini, parlando dal suo comitato elettorale. Questa vittoria “sia una lezione per il futuro. – ha quindi aggiunto – Ce ne eravamo dimenticati di stare in piazza, di stare di più tra le persone”.

“Voglio ringraziare tutte le persone sono state molto di più di quelle di 5 anni fa, la partecipazione è sempre una cosa fondamentale”. Così la candidata del centrodestra in Emilia-Romagna Lucia Borgonzoni nel suo comitato elettorale alle porte di Bologna. “E’ stato un grande risultato, per la prima volta nella storia dopo 50 anni questa regione è stata contendibile”, ha aggiunto.

Matteo Salvini – che ha fatto del voto in Emilia Romagna quasi un referendum sul suo futuro politico e ha tentato la spallata al governo – ha provato a minimizzare la sconfitta. “Grazie a chi si è preso la briga di andare al seggio. Sono contento e mi prendo il merito per aver coinvolto tante persone”, ha detto dal comitato elettorale di Borgonzoni. “Ci ho messo sangue e anima. Per la prima volta dopo 70 anni c’è stata una partita”. E non ha risparmiato una stoccata agli ex alleati di governo: “È chiaro che uno dei due alleati di Governo, il M5S, praticamente scompare in Emilia Romagna e praticamente scompare in Calabria, quindi è evidente che da domani qualcosa a Roma cambierà”.

“Un grazie enorme alle Sardine”, ha detto il segretario del Pd, Nicola Zingaretti. E ancora: “Il primo tema ora è mettere in campo tutte le azioni per far ripartire l’Italia. Dall’Emilia Romagna è arrivato un segnale: Salvini sa raccontare i problemi ma non li sa risolvere e il popolo ha reagito. Salvini ha perso e il governo è rafforzato”.

“È tempo di far calare il sipario e lavorare dietro le quinte per preparare un nuovo spettacolo con tutti voi che vorrete continuare a non essere uno spettatore qualunque”. Lo si legge in un post delle Sardine pubblicato su Facebook. Le parole scelte da Mattia Santori e i suoi suonano come il commento a una vittoria. “Non siamo nati per stare sul palcoscenico, ci siamo saliti perché era giusto farlo. Ma ora è tempo di tornare a prendere contatto con la realtà e ristabilire le priorità, innanzitutto personali. Se avessimo voluto fare carriera politica l’avremmo già fatto. E invece, prima di tutto, desideriamo tornare ad essere noi stessi, elettori e cittadini, parenti e amici. Per questo motivo non ci vedrete in tv o sui giornali. La nostra responsabilità è pari a quella che si è assunta ogni persona che oggi si è infilata il cappotto ed è andata a fare una croce da protagonista”.

Diverso il responso delle urne in Calabria, dove la destra ottiene un trionfo. Quando sono state scrutinate 1.346 sezioni su 2.420, la forzista Jole Santelli è al 56 per cento, Pippo Callipo – candidato del centrosinistra – al 30,3; Francesco Aiello (Cinquestelle)  è al 7,2% mentre il candidato indipendente Carlo Tansi è al 6,3. Qui i 5Stelle si sono presentati con una civica e la soglia di sbarramento per le coalizioni è pari all’8 per cento quindi rischiano di non entrare in Consiglio. Anche qui il Pd, come in Emilia-Romagna, è il primo partito con il 16,3 per cento. Segue la Lega al 12,1. Forza Italia è all’12,8 per cento, con un testa a testa interno alla coalizione. Fratelli d’Italia all’11,2. “Grande risultato di Jole, – ha detto il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi – una donna che ha dedicato la vita alla sua terra. Con la sua guida la Calabria diventerà emblema del riscatto del sud, non sarà più’ la terra dell’inefficienza e del malaffare ma terra di eccellenze” 

Sul fronte dell’affluenza, si registra un boom in Emilia-Romagna: il 67,6 per cento, 30 punti in più del 2014 quando si era fermata al 37,7. Indubbiamente pesa, sulla grande mobilitazione, l’effetto Sardine. Un exploit che non c’è stato in Calabria dove l’affluenza si è fermata è al 44,32 per cento, sostanzialmente stabile rispetto al 2014 (44,16).

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