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Aereo ucraino, il premier canadese: “Abbattuto da missile iraniano”. Teheran smentisce

L’Iran respinge le accuse arrivate da alcuni Paesi occidentali, tra cui il Canada, secondo i quali ad abbattere l’aereo ucraino precipitato mercoledì mattina sarebbe stato un attacco missilistico di Teheran. “Una cosa è certa: questo aereo non è stato colpito da un missile”, ha ribadito stamani, in una conferenza stampa, il presidente dell’Organizzazione per l’aviazione civile iraniana, Ali Abedzadeh. Ieri sera il premier canadese Justin Trudeau ha avanzato il sospetto che il disastro aereo, costato la vita a 176 persone, tra cui 63 canadesi, non sia stato provocato da un problema tecnico. Avanzata dalle autorità di Kiev e rilanciata da fonti di intelligence americane e irachene, la versione non è stata esclusa neppure da Donald Trump. “Qualcuno potrebbe aver commesso un errore. Ho un mio sospetto su quanto accaduto”, ha detto il presidente americano, nel pieno delle tensioni con la Repubblica islamica.

Sui social circola un video, autentico secondo il New York Times, che mostrerebbe il momento dell’impatto tra l’aereo e il missile che ne avrebbe causato la caduta. La scena sarebbe stata ripresa nell’area in cui il Boeing ha effettivamente smesso di trasmettere il segnale prima di schiantarsi al suolo. Il missile avrebbe causato una piccola esplosione, ma non la deflagrazione del velivolo che avrebbe invece continuato la sua rotta ancora per alcuni minuti prima di precipitare.

Ma per Teheran le “voci” sullo scontro con un razzo sono “senza senso” e rappresenterebbero una “sospetta messa in scena”. Il numero uno dell’aviazione civile iraniana ha precisato: “Le informazioni nelle scatole nere sono assolutamente cruciali” per l’indagine e tutte le informazioni che saranno date prima che “vengano estratti i dati non sono pareri di esperti”. Abedzadeh ha poi commentato così i video che testimonierebbero che il volo è stato colpito da un missile: “Abbiamo visto alcuni video, confermiamo che l’aereo ha preso fuoco per 60-70 secondi ma dire che è stato colpito da qualche cosa non è corretto sul piano scientifico”. L’Iran ha anche invitato sia l’Ucraina che la Boeing a prendere parte alle indagini. L’agenzia di stampa iraniana Irna ha citato Abbas Mousavi, portavoce del ministero degli Esteri, il quale ha dichiarato che saranno accolti anche esperti di altri Paesi dei quali erano originari alcuni passeggeri morti nello schianto. In precedenza la Repubblica islamica aveva negato la consegna delle scatole nere a Boeing e a Usa.

Il portavoce del governo di Teheran, Ali Rabiei, ha spiegato in una nota: “Secondo le norme internazionali, alle indagini possono partecipare i rappresentanti dell’agenzia dell’aviazione civile del Paese in cui è avvenuto l’incidente, l’agenzia dell’aviazione civile del Paese che ha emesso il certificato di volo, il proprietario della compagnia, il costruttore dell’aereo e quello del motore. Un delegato ucraino è già in Iran. Invitiamo la Boeing a inviare un suo rappresentante per partecipare al processo di analisi dei dati della scatola nera e diamo il benvenuto alla partecipazione di tutti i Paesi che hanno perso propri cittadini nell’incidente”. Le accuse sull’ipotesi del missile iraniano, ha continuato, sono “un’operazione psicologico del governo Usa e di quelli che lo sostengono”. Anche l’autorità investigativa francese sugli aerei ha affermato che l’Iran l’ha invitata a unirsi alle indagini sull’incidente. Il motore dell’aereo è stato progettato da una joint company del gruppo francese Safran e della statunitense Ge Aviation. Il ministro degli esteri francese, Jean-Yves Le Drian, ha detto alla radio Rtl che “è necessario stabilire la verità” e ha chiesto “chiarezza totale”, senza commentare l’ipotesi del missile iraniano.

Nel frattempo, un team di 10 persone è in arrivo in Iran dal Canada per “occuparsi delle questioni relative alle vittime” del disastro aereo, in cui sono morti 63 canadesi. Lo riferisce il ministero degli esteri della Repubblica islamica, precisando di aver invitato anche il Canada a partecipare alle indagini. Ottawa aveva interrotto le relazioni diplomatiche con Teheran nel 2012, in seguito al sostegno iraniano a Bashar Al Assad in Siria. E il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha dichiarato che intende discutere dello schianto con il segretario di Stato Usa, Mike Pompeo. Gli Stati Uniti, ha reso noto il ministro degli Esteri di Kiev, hanno fornito all’Ucraina “dati importanti sulla tragedia aerea”.

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