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Lucca, immigrati clandestini arrivano nascosti nei camion

Associazione a delinquere per il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Con questa motivazione sono state arrestate nove persone, facenti parte di un gruppo radicato tra Romania e Italia, nelle province di Lucca e Milano. L’associazione a delinquere era in particolare dedita al traffico di clandestini originari dei paesi asiatici (Sri Lanka e Bangladesh) sulla rotta Romania-Ungheria-Italia. Il vertice di questa operazione viveva a Lucca. Dei nove arrestati, sei sono di origini cingalesi mentre tre di origini romene.

Il modus operandi è stato spiegato dalla polizia. I clandestini facevano ingresso in Romania con un visto per turismo, arrivavano in Italia a bordo di camion telonati e nascosti tra la merce trasportata regolarmente. L’approdo in Italia avveniva a Trento e Gorizia. Chi non riusciva a pagare tutto il viaggio era trattenuto in un casolare in Brianza e riconsegnato ai parenti quando arrivava il pagamento nei conti dell’associazione presso banche dello Sri Lanka. I costi del ‘servizio’ erano vari: 3.500 euro per chi arrivava dalla Romania in Italia, 6/7mila euro per chi giungeva dallo Sri Lanka attraverso la Romania. Il capo era un 48enne cingalese, F.S.P.P., finito in manette a casa propria sabato 14 dicembre. L’uomo ha precedenti per reati simili. A Lucca è stato messo in manette il 30enne C.M., stretto collaboratore e anche lui con precedenti. Il referente in Lombardia era il 53enne F.N.R., arrestato a Milano il 16 dicembre. Con lui anche il 33enne P.M.L.A., il 47enne P.S.W. e il 41enne T.A.S.S.; a Monza è stato arrestato M.D.H.H.M. A Cherasco (Cuneo) è finito in manette A.V.O., 36enne autotrasportatore incaricato di condurre illegalmente in Italia i cingalesi ospitati in Romania.

Lo scorso 8 settembre questi era stato arrestato a Lucca per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Ultimo arresto quello del 19 dicembre, ovvero I.N.P., che per la ditta della moglie trasportava infissi dalla Romania all’Italia e nel carico nascondeva anche i migranti. Ad alcuni degli indagati è stato difatti contestato anche il reato di estorsione avendo l’attività tecnica documentato le violenze e le minacce consumate in pregiudizio di quei clandestini che, una volta giunti in Italia, non saldavano il pagamento dell’intero viaggio. L’indagine, avviata nel maggio scorso, ha permesso di documentare il transito di clandestini nei giorni 6 e 19 luglio, 8 agosto, 8 e 18 settembre e 4 ottobre, in occasione dei quali sono stati trasportati 60 clandestini.

Il sodalizio conduceva i clandestini in Italia avvalendosi di A.V.O. che li nascondeva tra la merce trasportata, generalmente infissi destinati alle aziende italiane. Attraverso l’Ungheria e la Slovenia, il carico giungeva alla frontiera terrestre di Gorizia e da lì a Milano o Verona. I clandestini giunti in Italia, raggiungevano varie regioni, tra cui la Toscana. In alcuni casi il sodalizio garantiva loro, con una somma extra, il transito in Francia attraverso la frontiera terrestre di Ventimiglia. IN ALTO IL VIDEO

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