Aversa

Aversa, intervista ad Alfonso Oliva: “Non potevo più restare in silenzio, la città è allo sbando”

Aversa – Dopo il sindaco Alfonso Golia e il suo diretto competitor, Gianluca Golia, abbiamo sentito il consigliere comunale più votato con le sue 871 preferenze, già più volte assessore, Alfonso Oliva, oggi esponente dell’opposizione.

Oliva, Lei sino ad oggi ha scelto di ‘stare zitto’, declinando spesso il nostro invito a commentare situazioni o a dare giudizi su quanto stava facendo la nuova amministrazione. Perché questo silenzio? Non crede sia giunto il momento di dare un giudizio sul sindaco Golia e sula sua maggioranza? “Ho preferito restare in silenzio sino ad ora perché mi ero ripromesso prima di osservare la maggioranza amministrare e poi di intervenire ma, dopo tutto ciò che sta accadendo di brutto nella nostra Aversa e con la responsabilità di essere il più votato dai cittadini aversani, sono obbligato ad interrompere il mio silenzio. Ho letto il sindaco darsi come voto 6 e, mentre leggevo, mi chiedevo come mai, invece di lasciare ai concittadini il giudizio, si autoreferenzi con una misera sufficienza! Forse perché, invece di un trattore che sfilava a via Roma con tanto di neo melodico sul rimorchio, avrebbe voluto farne passare tre? Oppure perché nella medesima, sacra manifestazione millenaria con delibera di giunta approva il programma elargendo un contributo e dopo qualche giorno, per rimediare alla figura bucolica del trattore, chiede di non sparare i fuochi d’artificio, che lui stesso ha finanziato, alla fine delle celebrazioni? Quando invece ogni sera i locali per cerimonie alle 24 sparano i fuochi per i festeggiamenti e nulla fa per impedirlo. I dipendenti comunali del Suap ed i vigili urbani hanno scritto a ‘Chi l’ha visto?’ perché dal suo insediamento il sindaco non è mai andato a trovarli! Lo sport è morto ad Aversa, il dirigente dell’Utc ha dichiarato le palestre inagibili mentre l’assessore al ramo senza invitare la Commissione Cultura e nemmeno i suoi consiglieri di maggioranza teneva una conferenza stampa su un museo che arriverà (mai) in città”.

Lei, come assessore alla Cultura, ha aperto Casa Cimarosa con l’obiettivo di farla diventare Casa della Musica. Oggi quella Casa ospita un po’ di tutto. Crede sia giusto? “Mi fa male vedere la mia città in queste condizioni: l’immondizia ha raggiunto i primi piani delle abitazioni ed i miei concittadini sono esasperati, blatte e topi la fanno da padroni. I rami degli alberi toccano terra, le strisce pedonali durano 24 ore per stessa ammissione del sindaco, Casa Cimarosa senza un regolamento di utilizzo è lasciata alla mercé di chiunque voglia utilizzarla: dopo i due festival Jommelli/Cimarosa oggi ci facciamo un bel convegno sull’alimentazione”.

Come valuta la scelta di Golia di nominare assessori tecnici, al di là del fatto di essere o meno aversani? Se fosse uno dei consiglieri di maggioranza penserebbe di essere stato accantonato? “Come politico che si è sempre candidato, rimettendomi agli elettori che dal 2007 ad oggi hanno triplicato la loro fiducia in me, è una mortificazione vedere che i colleghi consiglieri di maggioranza siano stati bocciati sul nascere quali assessori: si sono candidati, sono stati eletti ma le decisioni le prendono altri. Gli aversani hanno votato loro, non gli assessori tecnici. Il dato, poi, che la Giunta sia extraterritoriale è secondario rispetto a questa abdicazione della volontà popolare. Certo, dover spiegare ad un assessore dove si trova fuori Sant’Anna per aggiustare un tombino o dover spiegare prima dov’è il Lemitone per poi far ripulire quella zona dall’immondizia per me è deprimente. Ho personalmente osservato come tutti i calendari e le decisioni delle commissioni consiliari sono dettate dagli assessori tecnici: in pratica, la rivoluzione della politica: l’esecutivo che detta la linea politico-amministrativa, un paradosso. Ed i consiglieri? L’unico di essi che si è contraddistinto per operatività e visibilità è stato colto in ‘fallo’, si è ‘autosospeso’ (istituto non presente né nel Tuel né nel regolamento comunale) salvo poi dopo due giorni venire a votare in Consiglio”.

Voci la danno quale certo candidato alle regionali. Sono fondate? Con chi si candiderà? “Sono un uomo di squadra e la mia disponibilità alla candidatura per le elezioni regionali mi è stata richiesta e sono stato onorato di questo. Aversa ha bisogno di tornare in Regione Campania, non possiamo essere rappresentati da candidati dei paesi limitrofi che gravitano nell’orbita di questa splendida città ma che non sono figli di Aversa”.

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