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Clima, Greta all’Onu: “Mi avete rubato i sogni e l’infanzia”

“Avete rubato i miei sogni e la mia infanzia”. E’ l’accusa lanciata da Greta Thunberg al Summit sul clima all’Onu. “Ci state deludendo, ma i giovani stanno iniziando a capire il vostro tradimento, gli occhi di tutte le generazioni future sono su di voi, e se sceglierete di fallire non vi perdoneremo mai”, ha aggiunto, sottolineando che “il mondo si sta svegliando e il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no”.

Insieme a Alexandria Villaseñor, giovanissima attivista americana, Greta è poi stata tra i 16 firmatari di una denuncia ufficiale presentata al Comitato dell’Onu sui diritti dell’infanzia. Il reclamo è siglato da giovani tra gli 8 e i 17 anni provenienti da 12 Paesi contro cinque potenze: Argentina, Brasile, Francia, Germania e Turchia. I firmatari sostengono che l’incapacità degli Stati membri di affrontare la crisi climatica costituisce una violazione dei diritti dei minori ed esortano l’organismo indipendente a ordinargli di agire per proteggere i bambini dagli impatti devastanti dei cambiamenti climatici.

Intanto, anche se solo indirettamente, qualche risultato il discorso di Greta l’ha sortito: “Sessantasei Paesi, 102 città e 93 imprese – ha fatto sapere l’Onu – si sono impegnati a raggiungere zero emissioni entro il 2050”. Un obiettivo considerato vitale nella prevenzione di catastrofici cambiamenti climatici a lungo termine, dato che, al momento, solo una ventina di nazioni hanno incluso questo impegno nelle leggi nazionali o individuato piani politici concreti per attuarlo. L’Unione europea, da parte sua, spera di raggiungere un consenso tra i suoi membri entro il 2020.

Altro importante risultato è la ratifica, da parte della Russia, dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. Il primo ministro Dmitrij Medvedev ha spiegato che “è importante che il nostro Paese partecipi a questo processo: la minaccia dei cambiamenti climatici potrebbe compromettere l’equilibrio ambientale, mettere a rischio lo sviluppo di successo di molti settori chiave, come l’agricoltura, e, soprattutto, la sicurezza della nostra gente che vive sul permafrost”.

Alla conferenza Onu, infine, si è presentato anche Trump: nonostante avesse dichiarato apertamente che non si sarebbe fatto vedere al vertice sul clima, il presidente americano ha fatto capolino nella sala dell’incontro. L’inquilino della Casa Bianca è rimasto però solo una quindicina di minuti, giusto il tempo di ascoltare gli interventi di Angela Merkel e del premier indiano, Narendra Modi; poi è andato via.

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