Politica

Austria vuole concedere doppio passaporto a sudtirolesi. Tajani: “Mossa velleitaria”

di Redazione

Il nuovo governo austriaco sembra fare sul serio. Dopo la proposta, che ha sollevato polemiche in Italia e in Europa, di concedere il doppio passaporto agli italiani di lingua tedesca o ladina, l’affondo: “La possibilità di richiedere la cittadinanza arriverà già nel 2018 e, in futuro, gli atleti sudtirolesi potranno gareggiare per l’Austria”. A dichiararlo è stato, lunedì 18 dicembre da Bolzano, il parlamentare austriaco Werner Neubaur, responsabile per i rapporti con l’Alto Adige della Fpoe, il partito di ultradestra al governo in Austria il cui leader, Heinz Christian Strache, è l’autore dell’annuncio sul doppio passaporto ai cittadini dell’Alto Adige. “I sudtirolesi potranno richiedere la cittadinanza austriaca già nel 2018 – ha detto – al più tardi all’inizio del 2019”. La richiesta potrà essere avanzata dagli altoatesini che si sono dichiarati tedeschi e dai loro figli e sarà gratis “per non gravare sulle tasche delle famiglie”, mentre saranno esclusi i trentini “perché non indicati dallo Statuto d’autonomia come minoranza linguistica”, ha aggiunto Neubauer, secondo il quale in futuro gli atleti del Sudtirolo potranno gareggiare per la nazionale austriaca.

A stabilire i dettagli sarà un’apposita commissione da istituire con il via libera del governo di Vienna. Neubauer è intervenuto nel corso di una conferenza stampa cui hanno preso parte anche Eva Klotz e il suo partito Suedtiroler Freiheit, i Freiheitlichen altoatesini, la lega patriottica Heimatbund e l’ex presidente della Regione, Franz Pahl (Svp). Il parlamentare austriaco, citato dall’Ansa, si è detto fiducioso che la richiesta del doppio passaporto non sarà un flop (secondo lui il 98% degli aventi diritto presenterà la domanda), “anche perché la Svp si è molto spesa per la questione e non può rischiare una figuraccia”. Per quanto riguarda invece il servizio di leva in Austria, ha precisato infine che, spostando la residenza, ovviamente scatterebbe l’obbligo.

In attesa dell’incontro a Bruxelles tra il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker e il nuovo cancelliere austriaco Sebastian Kurz, previsto per la serata di martedì 19 dicembre, sulla questione è intervenuto il portavoce della Commissione, Margaritis Schinas: “In generale, sono gli Stati membri i responsabili per la concessione dei passaporti. – ha detto nell’incontro con la stampa – Nello specifico, non sono al corrente di questi annunci e il governo austriaco comincia oggi il suo lavoro”. A prendere posizione ci ha pensato via Twitter il commissario europeo Pierre Moscovici: “La coalizione al potere in Austria deve suscitare la vigilanza delle democrazie legate ai valori europee. – ha scritto – La presenza dell’estrema destra al potere non è mai innocua!” Sempre Schinas, ricordando “la prima visita all’estero” di Kurz ha aggiunto, “Commentiamo gli incontri dopo che hanno avuto luogo, non prima”.

Sulla spinosa questione non si è fatta attendere la reazione italiana, per bocca del ministro degli Esteri Angelino Alfano, che interpellato al riguardo durante la sua visita a Pechino ha risposto che “sarà una discussione da affrontare con grande delicatezza. Il governo si è appena insediato e ne parleremo nei termini che sono assolutamente più coerenti con la nostra storia e con la tutela di quelle nostre popolazioni e di quei nostri concittadini che hanno sempre avuto una posizione molto chiara in merito”.

L’ipotesi del governo austriaco appare “mossa velleitaria, non una mossa distensiva” al presidente dell’Europarlamento, Antonio Tajani. “L’Europa ha chiuso la stagione dei nazionalismi”, sostiene in un’intervista in cui sottolinea l’importanza che “il programma di governo austriaco non preveda l’uscita dall’Ue, un ‘Oexit’, un referendum”. Su questo Tajani vuole sentire Kurz: “Verrà a parlare con noi la prossima (questa, ndr) settimana a Bruxelles e ascolteremo il suo programma. L’importante è che si muova nella direzione del sostegno all’Europa”.

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