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Unioni civili, attese modifiche al ddl Cirinnà. Pizzetti: “Si vota giovedì”

Roma – Si attende il nuovo testo che regolerà la questione delle unioni civili dopo che lo scorso martedì il Pd ha stralciato le adozioni. 

“La ragionevolezza vuole che intervenga direttamente il governo: è l’unico modo per dare una legge sulle unioni civili”, aveva dichiarato il primo ministro Matteo Renzi. La modifica al testo Cirinnà sarà presentato entro la giornata di mercoledì mentre il voto è previsto per giovedì o venerdì prossimo.

La notizia del voto immediato è stata confermata dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Luciano Pizzetti, che ha smentito le voci relative ad un eventuale slittamento. “Mettiamo la fiducia e votiamo entro domani. Il maxiemendamento affronta il tema delle adozioni, non altri argomenti. Dunque stralcio adozioni e riscrittura in modo migliorativo del testo, nessun altro passaggio di rilevanza. Il confronto c’è siamo nella fase conclusiva ma non ci saranno rinvii, né sarà allargato il fronte degli espungimenti dal testo”, ha dichiarato.

Intanto, Maurizio Sacconi ha fatto sapere che il testo così com’è non va bene, perché troppi, dal punto di vista dei cattolici, sono i rimandi al matrimonio. Mentre Angelino Alfano vorrebbe introdurre dei limiti sull’azione dei giudici nelle adozioni per le coppie gay. Contrario il ministro Maria Elena Boschi.

Proseguono nel frattempo le discussioni a Palazzo Madama tra i ministri Boschi, Orlando e Costa, il capogruppo centrista Schifani e il senatore D’Ascola, per cercare di trovare un punto di incontro. Sin dall’inizio l’argomento più delicato del disegno di legge era stato quello relativo allo stepchild adoption che avrà una discussione a parte.

Beatrice Loreniz: “Stralcio adozioni gay non basta. In questi momenti il Pd e il mio partito stanno lavorando per cercare di costruire questo emendamento in modo tale che non ci siano quelle equiparazioni al matrimonio che noi riteniamo incostituzionali”, ha detto il ministro della salute.

Alessandr Zan, Pd: “Ncd non tiri la corda: il maxi emendamento del governo sulle unioni civili già stralcia la stepchild adoption. Modificare nel maxi emendamento anche gli articoli 2 e 3 del ddl Cirinnà significherebbe rendere la legge addirittura discriminatoria nei confronti delle coppie omosessuali e censurabile dalla Corte Costituzionale, e dunque non votabile. Un partito del due per cento non può ricattare l’intero Parlamento”.

Prevista per il prossimo 5 marzo, a Roma, una manifestazione a cui prenderanno parte gay, lesbiche e famiglie arcobaleno per chiedere il riconoscimento dei loro diritti.

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