Società

Shoah, gli alunni del Plesso Centro celebrano il Giorno della Memoria

di Redazione

Trentola Ducenta – Una Giornata della Memoria non solo occasione rituale per rammentare l’abominio della Shoah, ma anche una occasione per conoscere, almeno a grosse linee, la cultura e i caratteri del mondo ebraico così da contrastare i demoni dell’antisemitismo oggi.

Tale messaggio è arrivato dai bambini delle classi quinte del Plesso Centro della Scuola Primaria che hanno voluto dirci che l’antisemitismo di allora deve essere combattuto, anche qui ora, nel nostro tempo nella nostra società.

Era facile ripresentare la solita ricorrenza permeata di vuota retorica, ma gli alunni del Plesso Centro hanno inteso la celebrazione come una riflessione per mettere radici profonde nel presente.   Il segno tangibile di questa riflessione attuale della Giornata della Memoria è stata la Kippah indossata dai bambini: un simbolo, un segno distintivo della cultura e della religione ebraica che oggi in Europa e nel mondo espone chi la indossa a essere bersaglio di intolleranza e di vere e proprie aggressioni.

Un contributo speciale è stato offerto dagli interventi del preside, Paolo Graziano, e dal viceparroco don Vincenzo Micillo: entrambi, con la Kippah, hanno evidenziato che la Giornata della Memoria rappresenta l’occasione per riflettere sugli orrori del passato nazifascista, ma anche sui nuovi e pericolosi fondamentalismi. Il oreside, con il suo eloquio pacato, ma affabulante, ha evidenziato il valore della tolleranza “calzare anche per pochi metri le scarpe degli altri”. Altrettanto coinvolgente il contributo di Don Vincenzo, la sua citazione di Primo Levi, il suo rivendicare la Memoria “che rende liberi”.

A rapire e ad affascinare i bambini è stato poi il maestro Giovanni Laiso, il loro insegnante di religione, che ha mostrato oggetti della “liturgia” ebraica, reperti rari e molto belli della sua collezione privata, usati per la lettura della Torah e per le celebrazioni religiose ebraiche. Una giornata piena di significati conclusasi con il commovente canto ebraico Gam Gam che riprende il testo del Salmo 23.

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