Cronaca

‘Ndrangheta, 50 arresti tra Reggio Calabria e Roma

di Redazione

Reggio Calabria – Sono 48 le persone arrestate su mandato delle procure di Reggio Calabria e Roma, accusate a vario titolo di associazione a delinquere di stampo mafioso, traffico internazionale di stupefacenti e detenzione abusiva di armi, aggravati dalla transnazionalità delle condotte criminose.

I dettagli del blitz anti-‘ndrangheta di polizia e carabinieri sono stati illustrati durante una conferenza stampa alla Procura nazionale antimafia: 50 erano i mandati di arresto (29 della procura di Reggio Calabria e 21 della procura di Roma) ma due persone non sono state rintracciate perchè all’ estero e saranno raggiunte da mandato di arresto europeo.

Gli arresti sono il risultato di una intensa attività di indagine che ha colpito, in maniera concentrica, famiglie ritenute storicamente elitarie nel panorama criminoso della fascia Jonica-Reggina.

Le indagini si sono focalizzate da un lato sulle famiglie Commisso e Crupi, considerate di elevato lignaggio a Siderno, con ramificazioni in Olanda e in Canada, dove da tempo si sono insediate pericolose ed agguerrite cellule di ‘ndrangheta che sono riuscite ad accaparrarsi una buona fetta del mercato economico; dall’altro sulla famiglia degli Aquino-Coluccio storicamente al vertice della ‘ndrangheta a Marina di Gioiosa Jonica e attiva nel traffico di droga.

“Ora è cosa nostra che chiede all’ndrangheta la droga, si rifornisce dalla criminalità calabrese, che ha preso le redini di questo traffico a tutti gli effetti. Anche cosa nostra americana non parla più italiano, non c’è più il legame di prima con la Sicilia. Adesso la mafia americana si affida ai calabresi per spaccio e traffico, soprattutto di cocaina”, ha spiegato Nicola Gratteri, procuratore aggiunto di Reggio Calabria. “Milano – ha spiegato – è la più grande piazza di consumo di cocaina d’Europa”.

“Grazie alla collaborazione transnazionale con l’Olanda abbiamo potuto ascoltare le intercettazioni ambientali tra alcuni dei boss calabresi. Tra queste – ha continuato Gratteri – ce n’era una che ci ha particolarmente colpito, dove uno di loro raccontava quanto fosse stato difficile, nella notte, contare con la macchinetta tutti i soldi della settimana, senza poi riuscirci per quanto era ingente la quantità di denaro”.

“La realtà è che se cosa nostra è un’organizzazione maledettamente seria, la ‘ndrangheta lo è al quadrato. L’operazione di oggi – rileva il generale Giuseppe Governale, comandante del Ros Carabinieri – è la cartina di tornasole delle capacità di proiezione all’estero. La malavita calabrese ha tre particolari caratteristiche: l’arcaicità e la crudeltà dei propri adepti e la proiezione verso l’imprenditorialità. Allo stesso tempo, dimostra una straordinaria capacità di globalizzazione dei mercati”.

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