Cervone (Psi): “La città che non vogliamo”

di Redazione

PsiORTA DI ATELLA. Ancora una volta, constatiamo una mancanza di condivisione di mezzi e di intenti su problematiche importanti quali l’assetto urbanistico ed economico finanziario dell’Ente comunale.

Per la questione urbanistica, ricordando che siamo stati uno dei pochi partiti a presentare delle linee d’indirizzo programmatico del redigendo Puc, riteniamo che le modifiche apportate al regolamento edilizio del Prg vigente, debbano sempre rientrare nel pieno rispetto della normativa legislativa di indirizzo generale per la pianificazione territoriale.

Riteniamo opportuno su un argomento così delicato, di arrivare al confronto consiliare con una ipotesi condivisa con tutte le forze politiche e con le associazioni di categoria presenti sul territorio. Insistiamo affinché, si adottino regole, che favoriscano un meccanismo incentivante il completamento urbano della città al fine di definirne la necessaria continuità architettonica ed urbanistica.

Di particolare rilevanza, dovranno essere gli indirizzi pianificatori utili a definire l’uso delle aree destinate ai pubblici servizi e agli usi collettivi, e definire sin da ora, la priorità sulla tipologia di interventi infrastrutturali primari e secondari cogenti.

A preoccuparci è anche la sfera finanziaria del nostro Comune. Oggi ci viene presentato un avanzo di amministrazione, che non tiene però conto di tutte le spese e gli insolventi che l’Ente comunale sarà chiamato a coprire nei prossimi anni. Già nella relazione sul consuntivo finanziario, avevamo abbondantemente richiamato quest’amministrazione sui conti pubblici, preoccupandoci ad esempio di come, a fronte di un taglio constante in tutti i capitoli di spesa, si potessero poi programmare attività o concorsi come quello dei vigili urbani. Resta una mera chimera la tanto decantata “cittadella scolastica”.

A fronte di grandi sforzi profusi, anche dal nostro precedente rappresentante provinciale socialista, le famiglie ortesi vivono il disagio di vedere i propri figli dislocati in due plessi scolastici differenti. Non si hanno notizie del fantomatico polo della qualità che qualche associazione solerte aveva dato come prossima soluzione di rilancio sul territorio. Restano però le aziende ormai allo stremo, martoriate da un piano di sviluppo inesistente e con l’incubo di una crisi sempre più drammatica.

Riteniamo che sia giunto il momento di guardare alla politica come a un servizio finalizzato a risolvere e a sostenere il modus vivendi di ogni singolo cittadino. Guardiamo con attenzione alla nascita di un coordinamento che possa vedere il rilancio di un centro-sinistra organico pronto a proporsi come forza di governo alternativo e propositivo rispetto all’attuale maggioranza.

Disponibili a ogni tipo di confronto, che veda la politica come fine ultimo da rilanciare, ci auspichiamo che finalmente, per il bene della nostra collettività, ci possa essere un vento di rinnovamento civile, ideologico e soprattutto istituzionale.

Il segretario della sezione, prof. Angelo Cervone

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