Italia

Cuneo fiscale, Governo lavora a taglio tasse su redditi fino a 40mila euro

Un taglio del cuneo fiscale che interesserà i redditi fino a 40mila euro, arrivando a 100 euro al mese per chi guadagna fino a 28mila euro, per poi scendere con un doppio sistema di decalage. È questa l’ipotesi illustrata dal governo al tavolo con i sindacati in un incontro a Palazzo Chigi. Dopo i 28mila euro e fino ai 35mila, la riduzione delle tasse calerebbe gradualmente fino ad arrivare a 80 euro al mese.

“L’appuntamento oggi è dedicato alle modalità di attuazione del taglio del cuneo e al progetto di riforma complessiva del sistema fiscale, in particolare l’Irpef, che è fondamentale per semplificare il nostro sistema tributario e ridurre il carico fiscale su famiglie, lavoratori e pensionati”, ha detto il premier Giuseppe Conte, a quanto si apprende, ai sindacati. “Coinvolgeremo nel piano di riforma fiscale anche i pensionati. L’obiettivo è restituire sicurezza economica ai lavoratori e alle famiglie, rendendo più equo il sistema tributario”. Il premier ha ricordato che “nella legge di bilancio abbiamo destinato 3 miliardi di euro per il 2020, che crescono fino a 5 miliardi di euro a partire dal 2021, allo scopo di ridurre il cuneo fiscale interamente a beneficio dei lavoratori. A dispetto di quanto una certa propaganda ha sostenuto, questa misura è la prova che la nostra manovra economica riduce davvero le tasse per famiglie e lavoratori”.

L’incontro con i sindacati è andato “molto bene, c’è stata ampia convergenza sulla modalità con cui varare questo primo intervento importante a sostengo dei redditi da lavoro dipendente”, ha detto il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri al termine dell’incontro sul taglio del cuneo fiscale che “rappresenta il primo passo di una più generale riforma fiscale” che sarà elaborata nei prossimi mesi con l’obiettivo di varare la legge delega entro aprile. Si tratta comunque di “un primo segnale importante e concreto a sostegno della crescita”. Il ministro ha spiegato che il taglio del cuneo fiscale sarà erogato “ogni mese”, partirà “dal primo luglio e consentirà di aumentare fino a “100 euro lo stipendio netto, estendendo la platea a più di 4 milioni di lavoratori”, rispetto a chi già riceve il bonus Irpef varato dal governo Renzi. Il provvedimento per attuare il taglio del cuneo fiscale avrà “la preparazione più rapida possibile”, con l’obiettivo di varare il decreto entro la fine del mese, ha assicurato Gualtieri, non ha precisando se si tratterà o meno di un decreto legge.

Secondo quanto emerso da fonti di governo, il taglio del cuneo fiscale interesserà circa 14-16 milioni di lavoratori. Coinvolgerebbe una platea più ampia di quella che già percepisce il bonus Irpef varato dal governo Renzi. Per questi ultimi, circa 10 milioni di lavoratori, ci sarebbe comunque un aumento di 20 euro al mese in busta paga, passando da 80 a 100 euro. Sempre 100 euro sarebbe il vantaggio fiscale che interesserebbe una platea più ampia del bonus, cioè chi guadagna tra 26mila e 28mila euro, mentre superata questa soglia si inizierebbe a scendere fino ad arrivare a 80 euro al mese per chi guadagna fino a 35mila euro. Oltre i 35mila euro scatterebbe un decalage più forte che porterebbe all’azzeramento dello sconto fiscale oltre i 40mila euro.

La proposta illustrata dal governo ai sindacati prevede benefici che vanno da un massimo di 1.200 euro l’anno per i redditi più bassi (tra circa 8.200 e 28mila euro di reddito), per poi scendere gradualmente fino ai 192 euro annui che arriveranno nella busta paga di chi guadagna 39mila euro e zero per chi arriva a 40mila. Chi ha redditi fino a 33mila euro potrà contare su un beneficio appena sopra i 1.000 euro. Chi ne guadagna 37mila avrà circa 576 euro l’anno in più. Il viceministro all’Economia Laura Castelli ha spiegato che “per il taglio del cuneo da 3 miliardi, utilizzeremo un sistema misto, proprio per evitare incapienti e problemi alle imprese dall’introduzione di metodi nuovi, aumentando l’importo del beneficio a 100 euro con il sistema vigente per gli attuali percettori, mentre con un meccanismo di detrazioni per i nuovi beneficiari”.

Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ha commentato al termine dell’incontro: “Una giornata importante perché dopo tanti anni c’è un provvedimento che aumenta il salario netto di una parte dei lavoratori dipendenti. Questo è un primo risultato, che interessa 15-16 milioni di persone che vedrà aumentare il netto in busta paga, nessuno diventa ricco, ma la strada è quella giusta”. Landini ha inoltre sottolineato “l’impegno per avviare un confronto che deve portare ad una vera riforma fiscale”. Soddisfatta anche la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan: “Non è una risposta che potrà soddisfare tutti, ma è un primo passo importante. Lo sottolineo perché abbiamo portato milioni di donne e uomini del lavoro sulle piazze per arrivare a questo risultato, in oltre un anno di mobilitazione. Un risultato parziale ma positivo”. Furlan ha sottolineato il nodo degli incapienti e chiesto benefici anche per i pensionati, sottolineando la necessità di una riforma complessiva del fisco.

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