Napoli

Teresa Iervolino omaggia i grandi classici napoletani con “Jate sospiri mieje”

Napoli – Grandi applausi per il mezzosoprano Teresa Iervolino, protagonista sabato scorso, in prima assoluta, a Palazzo Donn’Anna, del concerto “Jate sospiri mieje”, prodotto dall’Associazione Talenti Vulcanici nella splendida cornice del Teatro della Fondazione Culturale Ezio De Felice. Un progetto speciale della Fondazione Pietà de’ Turchini in cui la straordinaria interprete ha presentato a Napoli, un programma musicale, pensato a quattro mani con il musicologo Paologiovanni Maione. L’artista, che negli ultimi anni ha conquistato le più autorevoli scene europee, ha proposto al pubblico un recital di canzoni napoletane, tra malinconia e rimembranza, gioco e invenzione, quale autentico e commosso tributo alla sua terra di elezione.

Si va da “Marechiaro” (di Francesco Paolo Tosti e Salvatore Di Giacomo), a “Fenesta Vascia” (musicata da Guglielmo Cottrau), “La Danza” (di Gioacchino Rossini) e così via fino a “Me voglio fa ‘na casa” di Gaetano Donizetti, “Santa Lucia luntana” di E.A. Mario, “Miezz o’ grano” (di Edoardo Nicolardi ed Evemero Nardella), solo per fare qualche esempio. La celebre mezzosoprano, romana di nascita ma napoletana d’adozione, era accompagnata da l’ Ensemble Scherza l’Alma formato da Giuliana De Donno (arpa viggianese), Leonardo Massa (violoncello e calascione), Peppe Copia (chitarra barocca e battente), Mauro Squillante (calascioni, mandolino, e maestro concertatore).

“Jate suspiri mieje – sottolinea Paologiovanni Maione – evoca la malia di uno struggimento che coniuga la malinconia alla rimembranza. È il viaggio di una giovane voce che, commossa, ripercorre la propria terra d’elezione attraverso la sua musica ed i suoi canti, nel bisogno di un ricordo da condividere con generosità. Chitarre, mandolini, arpa, archi e vaghissime percussioni avvolgono questo percorso fatto di lunghe melodie e teatralissime ballate scelte per questa festa, uno “spasso” assai serio di una cantante disposta a offrire il proprio “tesoro” a coloro che sapranno coglierne le sfumature e i palpiti”.

Teresa Iervolino, comincia giovanissima, nel 2008, la sua carriera. Nel 2012 vince il 63esimo Aslico, il concorso per giovani cantanti lirici d’Europa. A questo premio fanno seguito tantissimi altri riconoscimenti, nazionali ed internazionali, che le aprono le porte dei maggiori templi della lirica come, tra i tanti, il Regio di Torino, il San Carlo di Napoli, lo Chatelet di Parigi, il Duch National Opera di Amsterdam, la Fenice di Venezia, la Scala di Milano, l’Operà de Paris, diretta in ruoli da protagonista da Roberto Abbado, Donato Renzetti, Christophe Rousset, Riccardo Chally, Marco Armiliato, Daniel Oren. Nel prossimo futuro sarà alla Staatsoper di Berlino, all’Accademia Nazionale Santa Cecilia diretta da Antonio Pappano, al Liceu di Barcellona per la “Semiramide” di Rossini. Con la Pietà de’ Turchini, diretta da Stefano Demicheli, ha debuttato nel repertorio barocco con un recital su Nicola Grimaldi e, diretta da Marcello Di Lisa, con “La Iole” di Nicola Porpora. IN ALTO IL VIDEO

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