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Ilva, i lavoratori: “Non resteremo impassibili”. Patuanelli: “Azienda prende in giro lo Stato”

Nell’acciaieria ArcelorMittal di Taranto si è concluso il Consiglio di fabbrica convocato d’urgenza da Fim, Fiom e Uilm dopo che l’azienda ha comunicato l’intenzione di rescindere l’accordo per l’acquisizione dell’ex Ilva. I lavoratori temono ripercussioni e avvertono: “Non resteremo impassibili”. Comunicando il ritiro dall’accordo, l’a.d. Lucia Morselli ha parlato di una sospensione della produzione. Patuanelli: “L’azienda ci prende in giro”.

In caso “di mancate garanzie” dopo gli incontri con Lucia Morselli e quello tra governo e azienda, i sindacati non intendono “assistere impassibili a scontri fra parti, istituzionali e non, come già avvenuto in passato, che mettano a repentaglio quanto finora fatto con durissima fatica e sacrificio dei lavoratori e della popolazione”, come si legge nel verbale finale del Consiglio, al quale hanno partecipato oltre 60 delegati di stabilimento e dell’appalto. “Non consentiremo né ad ArcelorMittal né ad altri, sottolineano i sindacati, di assumere decisioni che attentino alle garanzie contenute nell’accordo del 6 settembre 2018, che si è dimostrato finora l’unico e il solo strumento, con i fatti, per evitare la deriva ambientale e sociale del territorio”.

Patuanelli: “L’azienda prende in giro lo Stato” – Il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuatelli accusa ArcelorMittal di “prendere in giro lo Stato” e attacca: “Hanno deciso di andarsene da Taranto ancora pima del cambio di governance che ha il compito di traghettare la proprietà fuori dall’Ilva”. “Il loro piano industriale – chiarisce – è stato disatteso nei numeri, nella prospettiva di rilancio e non ha proiezione futuro per errori macroscopici”.

Renzi: “Pronti a tutto per trovare soluzione” – Intanto Matteo Renzi, nell’e-news, scrive: “Io penso che in un Paese serio si dovrebbe agire insieme per trovare una soluzione, anziché litigare. I populisti passano il tempo in tv a cercare un colpevole, le persone serie invece provano a cercare una soluzione. Ho detto al ministro Patuanelli che noi siamo pronti a tutto pur di trovare una soluzione. E Italia Viva c’è perché a noi non interessa ottenere visibilità ma salvare oltre 10mila posti di lavoro. Io non mi rassegno alla chiusura di Ilva. E lavoro per evitarla”.  “Il problema – aggiunge Renzi – è che io ritengo che ArcelorMittal se ne voglia andare e stia cercando pretesti. Qui il problema è capire se qualcuno vuole chiudere Taranto per togliersi dai piedi un potenziale concorrente. E’ un rischio che molti hanno evocato fin dai tempi della gara, nel 2017. Ma proprio per questo credo che si possa agevolmente recuperare la questione dello scudo penale anche con un emendamento al dl fiscale che sta per arrivare in Parlamento (lo ha già preparato la collega Lella Paita e lo firmeranno molti di noi)”.

Salvini: “Se c’è un provvedimento utile, lo voto” – E l’ex ministri Matteo Salvini si dice pronto a votare un “provvedimento utile per salvare i posti di lavoro. In quel caso il governo avrà il sostegno della Lega. Questo è il nostro impegno. Ma, se il governo va avanti aggrappandosi ai codicilli, faremo barricate in Parlamento non scherziamo proprio con il lavoro di 10mila persone”.

Conte: “Saremo inflessibili sul rispetto degli impegni” – Sul rispetto degli “impegni contrattuali” da parte di ArcelorMittal sull’ex Ilva  “saremo inflessibili”. E’ la posizione espressa da Giuseppe Conte, a margine dell’inaugurazione del 157esimo anno accademico del Politecnico di Milano. “Hanno partecipato a una gara a evidenza pubblica e in Italia si rispettano le regole”, dichiara il premier in vista dell’incontro con i vertici della multinazionale franco-indiana.

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