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Rapine tra le province di Modena e Padova: sgominata banda con base nel Casertano

Nel pomeriggio del 16 ottobre, tra Padova, Castel Volturno (Caserta) e Romano d’Ezzelino (Vicenza), i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Sassuolo hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Modena, Romito, su richiesta della locale Procura, nei confronti di quattro persone – due italiani e due tunisini – gravate da pregiudizi di polizia, residenti nel casertano, ritenuti responsabili di rapina aggravata in concorso.

L’indagine, coordinata dal sostituto procuratore di Modena, Mazzei, e condotta dall’aprile a giugno di questo anno, ha consentito di evidenziare l’esistenza di un gruppo, radicato nella provincia di Caserta ed operativo prevalentemente in quella Modenese, dedito alla commissione di rapine a mano armata e di raccogliere gravi e concordanti indizi di responsabilità, a carico dei quattro arrestati, ritenuti responsabili di sei distinti episodi delittuosi: la rapina del 3 aprile 2019 ai danni dell’esercizio commerciale, profumeria “Caddy’s” di Maranello; la rapina dell’11 aprile 2019 ai danni della “nuova farmacia Vignolese” e, sempre a Vignola nella stessa giornata, la rapina ai danni della “farmacia Brodano-Bavutti”; una rapina in abitazione a Vignola; la rapina del 17 maggio 2019 ai danni dell’esercizio commerciale “Tigodo” di Cittadella (Padova) nonché, in ultimo, la rapina del 19 maggio 2019 in danno della farmacia “San Faustino” di Modena.

Gli indagati noleggiavano di volta in volta dei veicoli e dal casertano giungevano nel modenese dove, nei pressi degli obiettivi preliminarmente individuati, parcheggiavano l’autovettura e facevano irruzione travisati e armati di pistola. Al termine delle rapine, prelevato l’incasso, rinchiudevano gli impiegati in una stanza e fuggivano raggiungendo l’auto con cui facevano rientro nel casertano nella giornata stessa, riconsegnando regolarmente il veicolo noleggiato.

Per quanto riguarda la rapina in abitazione, i malviventi, qualificandosi come appartenenti all’Arma dei Carabinieri, fingendo di dover effettuare una perquisizione per cercare la refurtiva delle rapine commesse a Vignola, avevano strattonato la proprietaria di casa gettandola per terra e rinchiudendola in una stanza.  Il provento delle sei rapine è stato quantificato in circa 51mila euro. Alla cattura delle quattro persone si è arrivati dopo prolungate ricerche, poiché sebbene le stesse fossero tutte formalmente residenti nel casertano, i due cittadini italiani venivano rintracciati in provincia di Vicenza; peraltro, uno dei quattro arrestati aveva partecipato alle rapine nonostante fosse sottoposto all’obbligo di dimora.

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