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Foggia, truffa su fondi europei per agricoltura: sequestro da 873mila euro

Hanno presentato falsi preventivi per l’acquisto di tre macchinari per la lavorazione degli asparagi, percependo indebitamente fondi europei ‘Feasr’ per lo sviluppo rurale, erogati dalla Regione Puglia. Per questo, con l’accusa di truffa aggravata, la Guardia di Finanza di Foggia, con la Procura dauna e l’Ufficio europeo antifrode ‘Olaf’, ha eseguito nei confronti di 5 persone (4 foggiani e un barese) una misura interdittiva del Gip che vieta contratti con la pubblica amministrazione per un anno.

Si tratta del titolare e dei rappresentati legali di due imprese agricole foggiane, dell’amministratore di una società bulgara e di un tecnico abilitato. Ai 5 indagati sono stati sequestrati beni per 873mila euro. Al centro dell’inchiesta, una impresa agricola di Manfredonia che a giugno 2015 ha presentato una domanda di aiuto per l’acquisto dei tre macchinari, alla Regione Puglia, che in ottobre concesse il contributo da 873mila euro. A sua volta, l’azienda ha affidato la fornitura dell’attrezzatura a due aziende bulgare riconducibili, secondo le indagini Gdf, a uno degli indagati. Inoltre nel 2018 gli investigatori di ‘Olaf’, dopo una ispezione nell’azienda beneficiaria del contributo, hanno accertato che i macchinari erano obsoleti e con il numero del telaio abraso. Controlli analoghi sono stati compiuti anche nella sede delle società bulgare fornitrici dei macchinari e lì è emerso che le società non avevano personale alle proprie dipendenze, né una struttura amministrativa.

“Questo territorio è afflitto da una criminalità non soltanto di tipo mafioso ma anche dalla criminalità organizzata e si combattono soprattutto con lo sviluppo”. Così il procuratore di Foggia, Ludovico Vaccaro, alla conferenza stampa sull’operazione che ha smascherato una truffa per ottenere indebitamente Fondi europei ‘Feasr’ per lo sviluppo rurale, con 5 persone indagate alle quali è stata interdetta per un anno la stipula di contratti con la pubblica amministrazione, sequestrando loro beni per 873mila euro. “Un indebito arricchimento – ha precisato Vaccaro – con l’impiego di fondi pubblici che in realtà l’Unione Europea aveva elargito per lo sviluppo del territorio di Capitanata”. Dello stesso avviso il comandante provinciale della Guardia di Finanza di Foggia, Andrea Di Cagno, che parla di “una realtà propria del settore economico della Capitanata dove non solo le organizzazioni criminali di stampo mafioso, ma anche quelle di tipo economico perpetrano reati in frode del bilancio dell’Unione Europea”.

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