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Lega-Russia, Conte al Senato: “Savoini era in delegazione su richiesta del Viminale”

Gianluca Savoini, l’uomo della presunta trattativa di fondi russi per finanziare le Europee della Lega, era a Mosca lo scorso luglio e poi di nuovo a ottobre, quando ci fu l’incontro all’hotel Metropol, al seguito del Viminale. Mentre partecipò al forum Italia-Russia organizzato alla Farnesina in occasione della visita di Vladimir Putin, presenziando poi alla cena con il presidente russo, su richiesta del consigliere di Matteo Salvini, Claudio D’Amico.

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, lo ha detto nel corso della sua informativa al Senato precisando che tutta la ricostruzione fatta davanti a Palazzo Madama è frutto di quanto ricostruito da Palazzo Chigi, mentreSalvini non ha fornito alcuna informazione. Durante l’intervento del premier, non erano presenti in Aula né il ministro dell’Interno né i senatori del M5s che sono usciti poco prima dell’inizio del suo intervento.

Il Movimento ha spiegato in una nota che l’assenza è dovuta al fatto che “non era lui a doversi presentare al Senato per rispondere all’informativa sul caso Russia-Lega”. Poi il capogruppo Stefano Patuanelli ha spiegato: “Proviamo imbarazzo, perché il diretto interessato doveva venire qui a spiegare. Sarebbe bastata la sua presenza per chiudere il caso. Diamo per scontata la buona fede, anche oggi. C’è stata superficialità”. Mentre per Massimiliano Romeo, capogruppo del Carroccio, “stiamo parlando del nulla…”. Al termine del dibattito, il capogruppo del Pd, Andrea Marcucci, ha annunciato la decisione dei dem di presentare una mozione di sfiducia individuale nei confronti del ministro dell’Interno Matteo Salvini: “Scappa dalle sue responsabilità”, ha detto il senatore toscano.

Conte ha iniziato il suo intervento spiegando di “rispettare” il ruolo del Parlamento e quindi di essere presente al Senato – quasi smarcandosi da Salvini, che invece non risponde alla richiesta giunta da parte della Camera – proprio perché “il confronto tra governo e Parlamento” è “la vera essenza della nostra forma di governo, non lo considero un orpello”. E nel caso in cui “dovessero maturare le condizioni per una cessazione anticipata del mio incarico”, annuncia, “a questo consesso tornerò”.  Quindi è andato al cuore dell’informativa: “Sulla base delle informazioni disponibili alla Presidenza del Consiglio posso precisare che il signor Savoini non riveste e non ha rivestito incarichi formali di consulente esperto di questo governo. Era presente a Mosca il 15 e 16 luglio 2018 a seguito del ministro Salvini”. In quei giorni, ha ricostruito, il vicepremier era nella capitale russa per la finale del Mondiale di calcio e per un incontro con le controparti russe: “In quella occasione fu notificata alle controparti russe dalla nostra ambasciata la composizione della delegazione italiana su indicazione del protocollo del ministero dell’Interno: la delegazione ufficiale comprendeva anche il nominativo del signor Savoini”. Sul punto, quando è scoppiato il caso, il vicepremier leghista disse: “Non so cosa ci facesse a quel tavolo”.

Anche la due giorni di ottobre, quella finita al centro dell’inchiesta della procura di Milano per corruzione internazionale, “è stata organizzata direttamente” dal Viminale. “È consistita – ha spiegato Conte – nella partecipazione all’assemblea generale di Confindustria Russia, cui mi risulta abbia partecipato anche Savoini. Gli eventi successivi hanno rivestito carattere privato”. Si tratta, ovviamente, proprio dell’incontro all’hotel Metropol, dove Savoini avrebbe trattato una partita di petrolio ‘scontata’ con Gianluca Meranda e Francesco Vannucci. Mentre sulla recente presenza al forum in occasione della visita di Putin e alla cena con il presidente russo su richiesta del consigliere di Salvini, Claudio D’Amico.

Tutta la ricostruzione fornita al Senato, ha precisato il presidente del Consiglio, è frutto di quanto raccolto da Palazzo Chigi. Sul caso, infatti, “non ho ricevuto informazioni dal ministro competente”, ha detto Conte riferendosi al silenzio di Salvini.  Al momento, ha aggiunto, “il piano del governo è distinto dall’indagine della procura di Milano. Ora non ci sono elementi per incrinare la fiducia con membri del governo”. Ma, ha sottolineato, “mi adopererò perché tutti i miei ministri e gli altri membri del governo vigilino con massimo rigore affinché negli incontri governativi siano presenti solo ed esclusivamente persone accreditate ufficialmente che siano tenute al vincolo della riservatezza. Questo per avere la massima garanzia che le informazioni riguardante l’attività di governo siano gestire con la massima cura”.

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