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Castel Volturno, convalidato sequestro griglia Regi Lagni: ridotta a discarica

E’ stato convalidato, lo scorso 1 luglio, dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, il sequestro dell’impianto di grigliatura dei Regi Lagni, ossia la struttura edificata sulla sponda destra della foce del canale dei Regi Lagni, in tenimento del Comune di Castel Volturno (Caserta), destinata, in sintesi, ad impedire che i rifiuti solidi galleggianti, quali rifiuti elettronici, gomme di auto, bottiglie di plastica ed anche carcasse di bufale, che per qualsivoglia ragione fossero state gettate nel canale, arrivassero alla foce e si riversassero nel mare.

Il sequestro d’urgenza dell’impianto di grigliatura fu emesso dalla Procura sammaritana il 18 giugno scorso e fu eseguito il successivo 21 giugno dai militari del Nucleo investigativo di polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale del Gruppo Carabinieri Forestale di Caserta, supportati, nella circostanza, da unità della stazione forestale di Castel Volturno. L’impianto risulta di proprietà della Provincia di Caserta ed è gestito dalla Sma Campania spa, società in house della Regione Campania, dal 21 luglio 2016 in forza di una scrittura privata sottoscritta tra quest’ultima e l’Ente provinciale.

Il canale dei Regi Lagni rappresenta la parte più nota di una più ampia opera idraulica e di bonifica, avviata in epoca borbonica per realizzare la regimazione delle acque superficiali ricadenti su un’area di circa 110mila ettari, distribuita fra le province di Caserta, Napoli ed Avellino. Quale corpo idrico superficiale recapitante in mare, i Regi Lagni hanno la funzione di raccogliere gli scarichi di numerosissimi insediamenti urbani ed industriali ed è purtroppo già diffusamente noto lo stato di inquinamento chimico-biologico delle acque che li attraversano, cui si aggiunge l’ulteriore criticità rappresentata dal trasporto, con la corrente, di diverse tipologie di rifiuti solidi, anche speciali, di origine antropica illecitamente abbandonati nel canale stesso.

La rimozione dei rifiuti speciali solidi dal corso fluviale era quindi l’obiettivo primario del progetto, voluto dall’amministrazione provinciale di Caserta ed approvato nel 2006. I lavori per la costruzione della griglia terminarono nel 2013, ma le attività di gestione evidenziarono immediatamente l’impreparazione dell’Amministrazione provinciale a fronteggiare correttamente ed in modo efficiente i costi e le implicazioni tecnico amministrative dell’opera, tra l’altro disattivata dal 6 ottobre 2014 al 21 luglio 2016. Pertanto, ciò che doveva costituire un presidio ambientale a difesa della qualità del litorale domitio, si rivelò, ben presto, un sito in stato di abbandono assimilabile ad una discarica.

Al fine di ristabilire lo stato di funzionalità dell’impianto di grigliatura, il 5 luglio 2016, l’allora sindaco del Comune di Castel Volturno intimava con propria ordinanza alla Provincia di Casetta ed in subordine alla Sma Campania, resasi disponibile nella persona del suo amministratore unico, di ripristinare, nel più breve tempo possibile, il funzionamento dell’impianto di grigliatura nonché di individuare il soggetto gestore. Si arriva, così, al 21 luglio 2016, data in cui veniva sottoscritta una scrittura privata fra l’Amministrazione Provinciale di Caserta e Sma Campania, con la quale la stessa Sma si assumeva l’onere e le competenze di gestione dell’impianto di grigliatura assumendosi, in particolare, l’impegno di realizzare, a propria cura e spese, gli interventi straordinari ed urgenti di pulizia e ripristino dell’impianto. L’atto stabiliva una durata degli interventi articolata in “4 fasi”, l’ultima delle quali sarebbe terminata con la consegna dell’impianto al soggetto che la Regione Campania avrebbe dovuto individuare per la gestione. Ad oggi non risulta che la Regione Campania abbia individuato alcun soggetto e pertanto non possono ritenersi concluse le predette “4 fasi” e con esse gli obblighi assunti dalla Sma.

La lunga e complessa attività investigativa, associata ad una specifica consulenza tecnico-specialistica da parte di geologo nominato dalla Procura, ha evidenziato notevoli carenze nella gestione operativa dell’impianto con effetti di degradamento ambientale sia del canale dei Regi Lagni sia del prospiciente litorale. Infatti, la gestione nel tempo discontinua e carente nella necessaria manutenzione ordinaria e straordinaria cagionava una compromissione ed un deterioramento significativi e misurabili delle acque e dell’ecosistema della foce dei Regi Lagni, con conseguente sversamento in mare di tutti i rifiuti solidi trasportati. La carente ed incostante gestione determinava anche un aumento di livello del canale stesso alla sua foce, tale da causare finanche allagamenti e rigurgiti delle acque in uscita dal vicino impianto di depurazione di Villa Literno – Foce Regi Lagni, nonché favoriva l’alterazione dell’ecosistema della Foce dei Regi Lagni, la cui bellezza naturale non di rado veniva oltretutto deturpata da odori nauseabondi, dalla presenza di acqua torbida e dalla presenza di rifiuti solidi ingombranti.

L’attività investigativa ha inoltre messo in luce che la Sma Campania, in mancanza della prescritta autorizzazione, effettuava un’attività di raccolta, recupero, trasporto e smaltimento di rifiuti per circa 56.440 chili, provenienti dalla separazione, a mezzo pala meccanica, dei rifiuti grossolani dalle acque del canale dei regi lagni e dei rifiuti trattenuti dalla, griglia. La Procura della Repubblica, a seguito delle articolate indagini, ha iscritto al momento nel registro degli indagati il legale rappresentante della Sma Campania per plurime condotte antigiuridiche in materia di salvaguardia ambientale e gestione non conforme del ciclo dei rifiuti contestando l’ipotesi di reato di inquinamento ambientale, a titolo di colpa, e di gestione illecita di rifiuti. Attesa la valenza della funzione cui è asservito l’impianto di grigliatura, la Procura ha disposto il sequestro della struttura con facoltà d’uso da parte della società Sma Campania, condizionata ad una serie di dettagliate e puntuali prescrizioni in considerazione della circostanza che la sua attività, sebbene carente ed inidonea, è comunque utile e prosegua in modo da evitare ulteriori fenomeni di inquinamento.

Il sindaco di Castel Volturno, Luigi Umberto Petrella, designato quale custode giudiziario dell’impianto, si dovrà avvalere della Polizia municipale per la verifica, anche giornaliera, delle prescrizioni impartite dall’autorità giudiziaria consistenti in un’immediata attività di manutenzione straordinaria tesa alla rimozione dei detriti nonché di quanto accumulato, un’attività giornaliera di pulizia e rimozione dei detriti, del vaglio, nonché di quanto altro raccolto dalla griglia, nell’installazione di sistemi di videosorveglianza dell’impianto tali da garantire una completa visuale della griglia ed infine l’allaccio alla rete elettrica nazionale per la fornitura di elettricità necessaria per il funzionamento dell’impianto.

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