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Armi e missile sequestrati a neonazisti, Salvini rivela: “Servivano per uccidere me”

Il missile Matra e le armi sequestrati a un gruppo neonazista filoucraino a Torino riguardano un’indagine sulla preparazione di un attentato contro il ministro Matteo Salvini. A rivelarlo lo stesso vicepremier: “L’ho segnalata io. Era una delle tante minacce di morte che mi arrivano ogni giorno. I servizi segreti parlavano di un gruppo ucraino che attentava alla mia vita. Sono contento sia servito a scoprire l’arsenale di qualche demente”.

“Penso di non aver mai fatto niente di male agli ucraini, ma abbiamo inoltrato la segnalazione e non era un mitomane. Non conosco filonazisti e sono contento quando beccano filonazisti, filocomunisti o filo chiunque”, ha proseguito il ministro dell’Interno.

Intanto, fonti consultate dall’Ansa hanno riferito che fu un ex agente del Kgb a segnalare l’esistenza di un progetto di un attentato a Matteo Salvini da parte di ultranazionalisti ucraini. A svolgere le indagini furono la Digos e la procura di Torino e, secondo quanto viene riferito, non furono trovati riscontri. Il monitoraggio di cinque italiani, ex miliziani considerati vicini al Battaglione Azov, portò alla scoperta del tentativo di vendita di un missile aria-aria Matra.

E c’è un nuovo indagato nell’inchiesta della Digos di Torino. Si tratta di un uomo di Bologna che Fabio Del Bergiolo, 60enne di Gallarate arrestato lunedì, secondo la ricostruzione degli inquirenti incontrò in una fiera internazionale a Norimberga per ottenere dei contatti tra i combattenti in Donbass e vendere il missile.

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