Aversa

Aversa, #AllaLuceDelSole sottopone 10 domande ai candidati sindaco

L’associazione #AllaLuceDelSole sottopone alla Città di Aversa, ai suoi abitanti, e soprattutto a coloro che si sono candidati ad amministrarla, 10 domande. “Sono domande – spiegano dall’associazione – che invece da diversi anni i cittadini si pongono, con la speranza di capire le ragioni delle anomalie della nostra città; domande su questioni essenziali come l’area della Maddalena e della Texas, del Tribunale di Aversa, del Piano Urbano Comunale, del Bilancio Comunale, del carcere in pieno città, dei Servizi e sulla mala gestio di essi, della vita culturale e delle responsabilità degli amministratori e soprattutto del diritto alla verità”.

Si avrà modo di confrontarsi, discutere, capirne di più con i candidati alla carica di sindaco della domenica 19 maggio, alle ore 10, allo “Snodo Hub”, in piazza Sant’Andrea. Tutti i candidati riceveranno con congruo anticipo le dieci domande. I cinque candidati alla carica di sindaco saranno invitati a rispondere ad almeno due delle domande, in un tempo massimo di quattro minuti per ogni domanda. Le domande saranno assegnate tramite sorteggio. Terminate le 10 domande, ogni candidato avrà al più tre minuti per le dichiarazioni conclusive. I candidati potranno anche lasciare risposte scritto in merito alle domande che saranno pubblicate sulla pagina facebook Allalucedelsole. A seguire le 10 domande…

LA MADDALENA E L’EX AREA TEXAS – La Maddalena e l’ex Texas sono due aree di straordinario valore storico monumentale, di conservazione della memoria, ma versano da oltre 20 anni in una condizione di degrado assoluto e di abbandono totale. Quali sono le ragioni che hanno determinato questa degrado? Quali interessi ruotano intorno a queste aree? In una prospettiva di recupero e risanamento, quali possono essere le realtà sane del territorio da coinvolgere in un confronto partecipato? Quali sono invece gli ostacoli amministrativi, economici e sociali da rimuovere e superare? E soprattutto: restituirete queste aree alla Città e ai cittadini? Con quali funzioni?

IL TRIBUNALE DI “AVERSA” – Il Tribunale svolge un ruolo strategico per la giustizia campana ma la sua presenza è stata calata dall’alto senza realizzare misure compensative atte a bilanciare l’improvvisa concentrazione di traffico in quel luogo. Quali sono le ragioni che hanno prodotto l’insediamento del Tribunale senza i necessari investimenti infrastrutturali e gli adeguati servizi? Perché non vi è stato il consueto coordinamento con il Ministero della Giustizia nelle diverse fasi di pianificazione degli interventi? Come si pensa di rendere sostenibile la coesistenza del Tribunale con le esigenze, da un lato degli operatori della giustizia e dall’altro dei cittadini aversani? Quali iniziative amministrative ed istituzionali in tal senso?

IL PIANO URBANO COMUNALE – Piano di recupero e Piano Generale della Mobilità Urbana. Il commissariamento per il Puc (Piano Urbanistico Comunale) è praticamente un evento inevitabile. Al contempo dobbiamo constatare come negli ultimi 18 anni siano stati svuotati di qualsiasi significato tutti gli strumenti di programmazione urbana come il Piano di Recupero del Centro Storico o il Piano Generale della Mobilità Urbana. Quali sono i motivi che hanno determinato questo grave e irresponsabile ritardo che esproprierà per l’ennesima volta la Città della sua autonomia di pianificazione urbana? A chi attribuire la responsabilità del danno? Quale modello di pianificazione del territorio si propone e quali sono le criticità? Si sancirà il sacrosanto principio del Consumo suolo zero?

IL BILANCIO COMUNALE – Il bilancio comunale sembra essere sulle soglie del dissesto. La macchina amministrativa è stata completamente svuotata di personale, ridotto ad un centinaio di unità. Quali sono le condizioni che hanno determinato il dissesto finanziario ormai incipiente? Quali iniziative si intende perseguire per intraprendere un risanamento equo e compatibile con i “livelli essenziali dei servizi”?

UN CARCERE IN PIENO CENTRO CITTA’ – Alla grande conquista culturale ed umana della chiusura dell’OPG di pochi anni fa è corrisposta la sua immediata sostituzione con una struttura carceraria nel silenzio totale dell’amministrazione e della Città intera. In tutta Italia le carceri sono portate fuori dalle mura cittadine ed i contenitori riutilizzati per la riorganizzazione della vita della città anche in ottica di promozione sociale. Perché questa occupazione è avvenuta senza una discussione pubblica? Quali azioni si propongono per liberare la Città dal carcere recuperando sia i contenitori che gli enormi spazi di verde, strategici per riconnettere parte del centro storico con l’area più moderna?

I SERVIZI – La qualità dei servizi in città è pessima ed è percepita come inesistente. La città è sempre sporca, il traffico caotico, le strade dissestate, la mobilità disarticolata con la conseguenza di risultare pericolosa per pedoni, disabili e ciclisti. Il verde pubblico è completamente abbandonato all’incuria, spesso oggetto di vandalismo e distruzione, il servizio idrico è gestito in modo approssimativo ed inefficiente. Eppure, si spendono decine di milioni di euro l’anno alla voce “servizi della città”. Come si giustifica la corrispondenza tra costi abnormi e servizi indecenti? Quali sono i modelli di organizzazione dei servizi e i relativi sistemi di controllo dei livelli di erogazione e della qualità. Cosa invece si propone al fine di innalzare i livelli e la qualità dei servizi, in ottica di efficacia, efficienza ed economia?

LA MALAGESTIONE – Negli ultimi anni sono state spese enormi risorse per la riqualificazione dei parchi pubblici (Pozzi, Balsamo e Grassia). Opere eseguite male, con carenze progettuali e realizzative, ma soprattutto lasciate dopo l’esecuzione dei lavori, in uno stato di completo abbandono, senza alcuna gestione della manutenzione del verde, delle strutture e senza alcuna custodia. Altre enormi risorse europee sono state investite nel bike sharing ma il servizio non è mai partito. Nella città sopravvivono, vandalizzati, solo gli stalli privi di biciclette. Gli impianti sportivi (palazzetto, campo sportivo, tendostruttura, palestre comunali…) sono solo l’occasione per spendere estemporaneamente fondi pubblici per ristrutturazioni interminabili, ma sono indisponibili ad una fruizione vera da parte dei cittadini perché manca qualsiasi forma di gestione sostenibile per le società sportive. Finanche i Team sportivi di eccellenza, che rappresentavano con orgoglio e buoni risultati la Città nelle serie nazionali, hanno dovuto interrompere o dirottare altrove le proprie attività agonistiche. Infine gli standard comunali, molti dei quali sono sequestrati ad un uso privato o, laddove non occupati, lasciati all’incuria ed all’abbandono più totale. Per quale motivo non sono mai stati organizzati i servizi di gestione e manutenzione delle opere o dei servizi realizzati? Che fine hanno fatto le biciclette del bike sharing e perché non è mai partito il servizio? Quali sono gli impedimenti ad un censimento reale degli standard e alla loro completa restituzione alla città in modo funzionale?

LA VITA CULTURALE – La vita culturale della città è, a dispetto dell’assoluta assenza pluridecennale di qualsiasi pianificazione e strategia da parte delle amministrazioni che si sono succedute, in continuo fermento di iniziative di pregiatissima qualità, riconosciute anche a livello nazionale ed internazionale. La passione e i talenti però sono continuamente mortificati dagli sporadici e irrisori sostegni economici, il più delle volte erogati casualmente, ancor più spesso a sostegno di eventi consumistici e di qualità scadente. Cosa si propone al fine di censire, coordinare e sostenere gli eventi con finalità culturali? Quale opinione in merito alla costituzione di una Fondazione che, con risorse, proprie possa essere in grado di sostenere i talenti della Città attraverso una pianificazione strutturata ed articolata.

LE RESPONSABILITA’ DEGLI AMMINISTRATORI – La quasi totalità degli amministratori che negli ultimi 18 anni si sono alternati al governo della città in alleanze permanentemente mutevoli, trasformiste ed estemporanee, si propongono di nuovo oggi in un ancor apparentemente mutato quadro di alleanze. A questi ultimi chiediamo quanta parte di responsabilità vi assumete rispetto allo stato attuale in cui versa la Città e per quale ragione oggi la vostra azione dovrebbe essere invece efficace?

IL DIRITTO ALLA VERITA’ – Le due ultime amministrazioni sono cadute prima della scadenza naturale. Sagliocco cade perché un Presidente del Consiglio diviene irreperibile e non convoca il consiglio per il bilancio, facendo decorrere i termini; De Cristofaro cade perché una eterogenea pattuglia di 13 consiglieri sottoscrive le dimissioni di fronte ad un notaio, senza innescare un dibattito conoscitivo per la Città. In questa occasione chiediamo pubblicamente ai firmatari di rendicontare ai cittadini in merito alle ragioni di questa scelta e al silenzio in cui ci si è barricati prima, durante e dopo? Quali sono i veri conflitti, dissidi, attriti, interessi, affari? La risposta è essenziale perché vi sia una minima condizione di agibilità democratica in queste elezioni. È evidente che un voto ha un contenuto democratico solo se può esprimersi su elementi pubblicamente noti. Se le pratiche del potere sono clandestine e oscure, note ai soli protagonisti dei voltafaccia, il voto diviene solo una ennesima e non definitiva conta tra gruppi di potere. Non è certo il modo per poter scegliere il futuro e il governo Città. A una farsa del genere è eticamente prima che politicamente doveroso opporsi.

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