Caserta Prov.

Aversa, c’è chi vuole tornare al voto per “fare meglio”…ma meglio per chi?

Aversa – Leggere delle beghe tra politici, cittadini e amministrazione porta a fare delle considerazioni che, condivisibili o meno, ve le proponiamo. Si sceglie di fare politica per contribuire a fare l’interesse della città. Almeno questo è quanto vengono a dirci i tanti candidati che si presentano alle elezioni. Volti vecchi della politica di cui conosciamo già le capacità e abbiamo già visto i risultati; volti nuovi che speriamo diano un nuovo impulso alla vita della città.

In realtà, le cose non stanno così. Che siano vecchi o nuovi i nomi di coloro che si presentano come consiglieri comunali, una volta eletti hanno un unico fine, almeno stando a quanto si legge sui media e secondo quella che è la mia sensazione personale: quello di ottenere vantaggi personali. Vantaggi che acquistano in maniera crescente alla posizione. Più è alta tanto più vantaggio c’è. E alla fine assistiamo al cambio di casacca, al passaggio dalla maggioranza alla minoranza, dalla minoranza alla maggioranza; il tutto giustificato da una volontà di offrire alla cittadinanza un governo migliore di quello in carica. Ma come si può credere a questo se ad affermare di voler sapere “fare meglio” sono le stesse persone che, passando da destra a sinistra, e viceversa, danno prova di sé dimostrando di non saper mantenere gli impegni assunti con l’elettorato e non essere capaci di adempiere al meglio agli incarichi che vengono loro affidati, quando fanno parte della maggioranza? Pertanto, non sembra possibile che un voto amministrativo ad Aversa possa cambiare il volto della città.

Personalmente, credo che il cambiamento si avrebbe soltanto se tutti gli eletti, qualunque sia il posto che occupano nell’Assise comunale e lo schieramento politico, lavorassero insieme con l’obiettivo comune di riportare Aversa al livello che merita, senza pensare ad occupare posti di prestigio per curare interessi personali. Ovviamente è utopia. La verità è che ad Aversa, qualunque sia il sindaco eletto, come abbiamo visto negli ultimi vent’anni, i “politici” nostrani lottano per occupare poltrone qualunque siano i nomi dei personaggi che si propongono all’attenzione dei cittadini per ottenere il voto.

Una volta raggiunto l’obiettivo di sedere in Consiglio comunale, gli eletti provano a scalare o a scalzare, è il termine più adatto, chi ha raggiunto i vertici per andare ad occuparne le posizioni e proporre cose che hanno proposto chi li ha preceduti con l’obiettivo di “fare meglio”…ma meglio per chi? E’ la domanda che rivolgiamo ai consiglieri che stanno cercando di far concludere l’attuale amministrazione per consegnarla a un commissario prefettizio o a un nuovo sindaco se riuscissero, nei tempi previsti dalla legge, a far indire nuove elezioni. Un sindaco che, probabilmente, proporrebbe programmi fotocopia di quelli proposti dai predecessori.

A questo punto, chiedo: se i consiglieri comunali hanno davvero l’obiettivo di cambiare in meglio Aversa perché non lo fanno lavorando tutti assieme, senza divisioni di partito e, soprattutto, senza pensare a soddisfare il proprio Io? Del resto, se la città funzionasse bene non ne trarrebbero vantaggio anche loro?

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