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Rapinavano cacciatori tra Palmi e Seminara: 7 arresti

Sono 7 le persone accusate a vario titolo di rapina, falsificazione di monete, furto, ricettazione, danneggiamento e delitti in materie di armi e di stupefacenti. Si tratta di Domenico Scicchitano, 33 anni; Salvatore Filippo Alampi, 21; Giuseppe Domenico Laganà Comandè, 21; Domenico Gioffrè, 26, tutti di Seminara (Reggio Calabria); Michele Cilona, 27, e Andrè Oscar Brizzi, 23, entrambi di Palmi; e O.D., 22, di Sinopoli.

Le indagini hanno accertato che l’organizzazione sgominata era dedita alle rapine ai danni di cacciatori, in particolare nell’area dell’Aspromonte, ed aveva programmato di acquisire il controllo mafioso del territorio di Seminara attraverso condotte violente, soprattutto con l’utilizzo di armi. Almeno 10 le rapine denunciate da cacciatori, i responsabili delle quali, esplodendo colpi di arma da fuoco a scopo intimidatorio, hanno imposto alle vittime la consegna dei fucili. Le misure sono state eseguite anche nelle province di Piacenza, Imperia, Cremona e Reggio Calabria.

Le investigazioni dei militari di Palmi, coordinate dal sostituto procuratore Ignazio Vallario, sono state avviate a seguito del danneggiamento con un’arma da fuoco ai danni di un’abitazione e di un’autovettura a Seminara ai danni di un pretendente, di un rivale in amore di uno degli arrestati, che non accettava la nuova della relazione della sua ex, ed hanno permesso di documentare i ruoli di Alampi, Scicchitano, Laganà, O.D. e Brizzi,  nella commissione di rapine ai danni di cacciatori, tra Palmi e Seminara.

Gli episodi oggetto di approfondimento investigativo erano tutti caratterizzati dal medesimo modus operandi, con sopralluoghi preliminari nelle zone delle rapine, l’impiego di 2 o 3 soggetti, travisati e armati di pistola, nonché pianificando le vie di fuga in territorio aspromontano. Le indagini hanno permesso di far luce su almeno 10 rapine, commesse fra il novembre 2016 e il settembre 2018, grazie alle quali gli indagati sono riusciti ad impossessarsi di almeno 10 fucili da caccia, abitualmente nascosti nei pressi di casolari disabitati nelle campagne seminaresi, a cui gli indagati potevano facilmente accedere anche di giorno per prelevarle senza destare alcun sospetto. In queste rapine, la spregiudicatezza ha condotto i malviventi ad esplodere colpi di arma da fuoco a scopo intimidatorio, per interrompere il tentativo di reazione delle vittime.

Lo sviluppo delle attività tecniche ha fatto emergere anche le responsabilità di Alampi e Gioffrè sia nella produzione di banconote e monete contraffatte, sia nella loro immissione in circolazione, tramite la spendita in esercizi pubblici. Lo stesso Gioffrè e Cilona si sono resi responsabili di detenzione e spaccio di sostanza stupefacente del tipo marijuana. Sono state inoltre documentate, nei confronti dei destinatari delle misure, condotte predatorie come il furto di carburante da mezzi parcheggiati in sosta, nonché il danneggiamento a mezzo arma da fuoco ai danni di un’abitazione e di un’autovettura a Seminara, che aveva dato origine all’attività investigativa. Al termine delle formalità di rito i soggetti sono stati tradotti nel carcere di Reggio, Arghillà a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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