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Sea Watch, Conte: “Sì a 15 migranti, senza smembrare famiglie”. Contatti tra Italia e altri Paesi Ue

Palazzo Chigi sta valutando di accogliere 15 dei 49 migranti bloccati sulle navi Sea Watch e Sea Eye: bambini, donne ma anche i mariti per non smembrare i nuclei. Lo scrive il Corriere della Sera. L’offerta non sarebbe contraria alla linea del governo, in quanto i porti italiani resterebbero chiusi e qualsiasi accordo sarebbe possibile solo un attimo dopo che Malta avrà fatto sbarcare sul proprio territorio i migranti che si trovano sulle due navi. Se confermata, la posizione del premier Giuseppe Conte smentirebbe quella del vicepremier Matteo Salvini, che ieri nel corso di una diretta Facebook aveva negato la possibilità di accogliere una quota di migranti: “Quanti migranti accogliamo? Zero, abbiamo già dato”. Un’apertura arriva invece da Berlino: “Il governo tedesco ha manifestato molto presto la sua disponibilità a partecipare” all’accoglienza dei profughi delle due navi, “nell’ambito di una soluzione solidale europea”, ha detto il portavoce del governo tedesco Steffen Seibert.

Contatti sono in corso tra l’Italia e l’Ue ma anche con singoli Paesi come Germania, Portogallo, Olanda e Francia ma c’è ottimismo per un accordo complessivo europeo anche sugli altri migranti, ovvero quei 249 arrivati e sbarcati a La Valletta nelle scorse settimane. Per l’accoglienza di questi ultimi l’Italia non sarebbe coinvolta. Il governo tedesco ha confermato “intensi contatti e colloqui” con la Commissione Ue per risolvere l’emergenza e ha assicurato che “sostiene gli sforzi di Bruxelles” di queste ore in questa direzione.

Intanto la portavoce di Sea Watch Italia, Giorgia Linardi, in un’intervista all’Agi lancia un appello alle istituzioni in Italia e in Europa perché sbroglino la matassa dell’accoglienza e garantiscano un porto sicuro per i 49 migranti, molti dei quali in mare da più di due settimane. “Il nostro appello è che siano date indicazioni al comandante della nave, di un porto sicuro e vicino, da raggiungere il prima possibile”, spiega. “Ci chiedono in questi giorni quanto tempo ancora le persone a bordo possono resistere, in realtà la questione è quanto ancora intendiamo prolungarne la sofferenza”, afferma. “Queste persone sono in mare da 17 giorni, stanno vivendo ammassate in una stanza. La gran parte dorme per terra, non c’e’ privacy, solo spazi condivisi costantemente. Le condizioni del mare sono variabili, e spesso soffrono per il mal di mare”. Anche il Papa ieri è intervenuto sulla vicenda, chiedendo ai leader europei di dimostrare “concreta solidariertà”.

Gravi anche le condizioni a bordo della Professor Albrecht Penck, la nave della ong Sea Eye. Le forniture di acqua potabile a bordo, dove sono presenti17 migranti (tra i quali una donna e due bambini) soccorsi lo scorso 29 dicembre sono “rigorosamente razionate. I 17 sopravvissuti dormono in infermeria, in un container sul ponte, e condividono solo un bagno. Non esistono materassi e abiti per cambiarsi, perché la nave non è adatta per i trasporti passeggeri più lunghi”. Lo fa sapere Jan Ribbeck, capo delle operazioni a bordo. “Se continua così – aggiunge – dovremo presto chiedere a Malta il sostegno e il rifornimento delle nostre forniture. Anche i nostri rifornimenti di carburante sono finiti. Speriamo che questa situazione trovi una conclusione rapida e positiva”.

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