Italia

Camorra, arrestati gli imprenditori dei rifiuti Diana: “Rapporti col clan Zagaria”

Sono accusati di concorso esterno al gruppo Zagaria del clan dei casalesi gli imprenditori casertani del settore del riciclo rifiuti Antonio Diana (nella foto) e Nicola Diana, di 51 anni, fratelli, e lo zio Armando Diana, di 77, sottoposti agli arresti domiciliari stamani dagli agenti della Squadra mobile di Caserta, diretta da Filippo Portoghese. Un arresto clamoroso negli ambienti dell’attivismo antimafia casertano dal momento che i Diana, per anni, sono sempre scesi in campo in iniziative di lotta alla camorra, al punto da istituire la “Fondazione Mario Diana”, intitolata al padre, imprenditore ucciso nel 1985 perché non volle pagare il pizzo ai clan, che da anni organizza eventi sul tema della legalità e della salvaguardia dell’ambiente.

L’indagine, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli (procuratore aggiunto Luigi Frunzio e pm Alessandro D’Alessio e Maurizio Giordano), attraverso le dichiarazioni di numerosi collaboratori di giustizia, ha permesso di ricostruire l’esistenza di un rapporto operativo tra il mondo dell’imprenditoria, e in particolare i Diana, e la fazione dell’ex superlatitante Michele Zagaria. “Il patto criminale stretto col clan – si legge in una nota degli investigatori – avrebbe consentito agli imprenditori di godere di una protezione e di una tranquillità operativa tali da permettere agli stessi di raggiungere, nell’area territoriale di competenza del clan, una posizione imprenditoriale privilegiata”. “In cambio – secondo le risultanze investigative – il clan avrebbe ottenuto dai Diana prestazioni di servizi e utilità, quali il cambio assegni e la consegna sistematica di cospicue somme di denaro, necessarie ad alimentare le casse dell’organizzazione camorristica riconducibile a Michele Zagaria”. Uno scenario di compiacenza e contiguità che sarebbe andato avanti sin dagli anni ’90.

Eseguito, a carico dei Diana, anche un decreto di sequestro preventivo delle società, tuttora attive, a loro riconducibili, tra cui società di produzione e lavorazione materiali plastici (come la Erreplast e la Sri di Gricignano), società immobiliari, ditte di imballaggi, esercizi commerciali, società di vendita veicoli industriali, società agricole, dislocate nell’agro aversano, nel centro cittadino casertano e nelle città di Napoli e Milano.

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