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Manovra 2019, Ue: “Italia chiarisca, Eurogruppo è una famiglia”. Salvini: “Basta minacce”

“C’è la necessità di chiarire” da parte dell’Italia quali siano i suoi piani di bilancio, perché “l’Eurogruppo è un’Unione monetaria, siamo insieme in questa famiglia e dobbiamo risolvere insieme la situazione della stabilità”. A parlare all’Italia è il ministro delle Finanze austriaco, Hartwig Loeger, che ha la presidenza di turno Ue dell’Ecofin. Le sue parole arrivano dopo che il vicepremier Luigi Di Maio ha ribadito la linea governo e confermato che nella legge di bilancio 2019 il rapporto deficit/Pil rimarrà al 2,4%. “Qualcuno sta sperando che su questa manovra il governo italiano stia tornando indietro. Ma noi non arretriamo di un millimetro e se ce ne sarà bisogno spiegheremo la manovra sulle piazze”, ha detto il leader del M5S. Agli allarmi in arrivo dall’Unione europea ha replicato anche il vicepremier Matteo Salvini: “Le parole e le minacce di Juncker e di altri burocrati europei continuano a far salire lo spread, con l’obiettivo di attaccare il governo e l’economia italiane? Siamo pronti a chiedere i danni a chi vuole il male dell’Italia”. Ma il premier Giuseppe Conte smorza i toni: “Ci avviamo a dialogare con le Istituzioni europee con serenità e rispetto dei ruoli”. Intanto, in mattinata lo spread ha superato i 300 punti base, balzando a 302, per poi scendere.

DI MAIO: “DA UE NON COMPLOTTO MA COLPI BASSI” – Proprio parlando dell’Ue, Di Maio in un’intervista radiofonica ha spiegato che “non c’è nessun complotto da parte della Commissione Ue”, i cui esponenti rappresentano partiti e leader politici, da Macron alla Merkel, da Renzi a Gentiloni ed è “assodato che sperano che questo Governo cada”. La questione è che non “devono dare colpi bassi”. Il leader pentastellato ha poi sottolineato come, a suo avviso, gli interventi di Juncker e altri commissari europei siano avvenuti “ieri quando lo spread si era abbassato”. “Hanno cominciato a dichiarare senza aver letto” il Def, ha continuato Di Maio, e ha precisato: il fatto che il testo della nota ancora non ci sia, “vuole dire che la stiamo mettendo a punto per mandarla alle Camere domani”. Di Maio poi è tornato sulle preoccupazioni espresse dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, specificando che il capo dello Stato “credo sia presente nella misura delle sue prerogative, non ho mai avuto notizia né la sensazione di uno sconfinamento rispetto ai suoi poteri e alle sue prerogative”. E ha aggiunto: “Le uniche forze politiche che sostengono questo Governo sono Lega e M5S e, finché saranno compatte, non ce n’è per nessuno, non arretreremo di un millimetro”.

SALVINI: “JUNCKER Fa IMPAZZIRE LO SPREAD” – E Salvini, a proposito degli interventi europei, ha rincarato la dose: “Il presidente della Commissione europea, Juncker, equiparando l’Italia alla Grecia, fa impazzire lo spread. Questa poteva risparmiarsela. Prima di aprire bocca dovrebbe bere due bicchieri d’acqua e smetterla di spargere minacce inesistenti. Oppure gli chiederemo i danni”.

CONTE: “DIALOGO SERENO CON UE” – Intanto, su Facebook anche il premier Giuseppe Conte innanzitutto rassicura sul ruolo della moneta unica e ribadisce che “l’euro è la nostra moneta ed è per noi irrinunciabile. Qualsiasi altra dichiarazione che prospetti una diversa valutazione è da considerarsi come una libera e arbitraria opinione che non ha nulla a che vedere con la politica del Governo che presiedo”. Poi torna a definire la manovra “seria e coraggiosa”, precisando che “noi rispettiamo le nostre prerogative sovrane e rispettiamo altresì le Istituzioni dell’Unione Europea che abbiamo contribuito a fondare e che rimane la nostra casa comune. Ci avviamo a dialogare con le Istituzioni europee con serenità e rispetto dei ruoli, fiduciosi di poter dimostrare, carte alla mano, la bontà del lavoro sin qui fatto”. Infine, Conte spiega che il suo governo ha predisposto “il più grande piano di investimenti della storia italiana, ampliando di 15 miliardi nei prossimi tre anni lo stanziamento di 38 miliardi già previsto per i prossimi quindici anni”.

DEF: M5S DIFENDE REDDITO CITTADINANZA, LEGA LA QUOTA 100” – In attesa della chiusura definitiva della nota di aggiornamento al Def, il M5S difende il reddito di cittadinanza, nonostante i dubbi dei leghisti, con Di Maio che sulla pace fiscale chiarisce che “non ci sarà alcun condono”. Il reddito di cittadinanza, erogato attraverso una tessera elettronica, deve “restare in Italia”, con spese fatte nei negozi italiani, precisa il vicepremier, sottolineando che la misura riguarda “i cittadini italiani residenti da almeno dieci anni che accettano percorsi di formazione e riqualificazione prendendo impegni con il Governo”. Mentre la Lega si aspetta che sulla “quota cento” per il raggiungimento dell’età pensionabile il Mef non faccia scherzi.

TRIA: “NESSUNA USCITA DALL’EURO IN PROGRAMMA” – Intanto il ministro dell’Economia, Tria, tornato in anticipo a Roma dopo aver abbandonato l’Ecofin, –sostituito dal direttore generale del Tesoro Alessandro Rivera – sottolinea che non è in programma alcuna uscita dall’area euro e chiede ai suoi colleghi di stare “tranquilli”, “il rapporto tra debito e Pil scende”. L’esecutivo in ogni caso nega una possibile marcia indietro sul deficit, anche nei prossimi anni, ma restano le preoccupazioni per la tenuta delle Borse e un eventuale declassamento delle agenzie di rating dell’economia italiana.

MOSCOVICI: “UE PRONTA A BOCCIARE MANOVRA ITALIANA” – “Il deficit del 2,4%, non solo per l’anno prossimo ma per tre anni, rappresenta una deviazione molto, molto significativa rispetto agli impegni presi dall’Italia”, ha ricordato Moscovici a margine dell’Eurogruppo del 1 ottobre. La Commissione “cercherà di convincere l’Italia a tornare sui suoi passi verso gli obiettivi di medio termine”, ha spiegato poi il commissario al termine della riunione ribadendo che Bruxelles aspetterà fino al 15 ottobre per avere i dettagli sulla manovra italiana. Manovra che, se confermati i parametri attuali, “porterà dritto a una bocciatura”, dicono dall’Ue. “Se l’Italia vuole un trattamento particolare supplementare, questo vorrebbe dire la fine dell’euro. Bisogna essere molto rigidi”, ha osservato scettico il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker. “C’è qualche istituzione europea che con le sue dichiarazioni gioca a fare terrorismo sui mercati. Se c’è pregiudizio nei nostri confronti non c’è Def che tenga”, ha risposto il vicepremier Luigi Di Maio. “In Italia nessuno si beve le minacce di Juncker, che ora associa il nostro Paese alla Grecia”, gli ha fatto eco Salvini.

I TEMPI DEL DEF – Il rientro di Tria a Roma è dunque legato alla necessità di completare il lavoro sulla nota di aggiornamento al Def, che deve essere trasmessa alle Camere. I tempi sono stretti, visto che il voto sulle risoluzioni nei due rami del Parlamento è previsto per mercoledì 10 ottobre, cinque giorni prima dell’invio alla Commissione europea del documento programmatico di bilancio che costituisce l’ossatura della manovra. In base al calendario provvisorio, il ciclo di audizioni delle commissioni Bilancio congiunte di Camera e Senato prenderà il via nella giornata di lunedì 8 ottobre. Oltre al presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio, Giuseppe Pisauro, dovrebbero essere ascoltati, come di consueto, tra gli altri, anche Istat, Corte dei Conti e parti sociali.

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