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Sparatorie nel Vibonese: due morti e tre feriti, identificato il killer

Due morti e tre feriti è il bilancio di due sparatorie avvenute in due località del Vibonese. La vittima, Michele Valarioti, di 63 anni, è stata uccisa a colpi di fucile nei pressi di casa sua, a Nicotera. Nella sparatoria è stata colpita una donna, Giuseppina Mollese, che ha perso la vita in ospedale. In precedenza, a Limbadi, tre persone, una delle quali imparentata con Valarioti, erano state ferite in un bar.

I  carabinieri hanno identificato il killer, Francesco Olivieri, ancora in fuga.  L’uomo, 32 anni, definito dagli investigatori un “soggetto problematico”, è ricercato dai carabinieri di Vibo Valentia che hanno attivato battute nelle campagne di Limbadi dopo che è stata ritrovata la sua auto, una Fiat Panda.

Tutto è cominciato nel primo pomeriggio di venerdì. L’uomo, a bordo della sua auto, si è fermato davanti ad un bar a Limbadi ed è sceso imbracciando un fucile. Una volta dentro ha sparato due colpi contro tre uomini che stavano giocando a carte. Due sono stati feriti solo di striscio, praticamente illesi, mentre è rimasto ferito in modo non grave Pantaleone Timpano.

Subito dopo Olivieri è uscito, è rimontato in auto ed ha fatto pochi chilometri per spostarsi a Nicotera. Qui è entrato nell’abitazione di Giuseppina Mollese, di 69 anni, e le ha sparato contro una fucilata che ha raggiunto la donna all’addome. Poi è uscito, imbracciando sempre il fucile ha percorso a piedi cieca 200 metri, passando anche davanti a una scuola, ed è andato a casa di Michele Valarioti, 63 anni, dove la moglie ha aperto la porta all’assassino che appena entrato ha sparato uccidendo l’uomo sul colpo, mentre la donna è stata soccorsa e portata in eliambulanza nell’ospedale di Catanzaro dove è’ morta in sala operatoria.

Compiuta quella che riteneva essere la sua ‘missione’, Olivieri si è allontanato nuovamente a bordo della sua Panda che ha abbandonato nelle campagne di Limbadi proseguendo la fuga a piedi. Immediatamente è scattata una gigantesca caccia all’uomo condotta da carabinieri e polizia.

I carabinieri sono impegnati nel cercare di trovare un perché al pomeriggio di sangue. Le persone finite nel mirino dello sparatore non risultano imparentate tra loro e neanche con Olivieri. Si tenta di accertare se vi possano essere legami di altro tipo tra l’uomo che ha sparato e le sue vittime e tra queste tra loro. Si stanno anche valutando due episodi del passato. Una ventina d’anni fa il figlio di Giuseppina Mollese, Ignazio Saccomanno, fu ucciso in un agguato. Stessa sorte toccata ad un fratello di Francesco Olivieri, Mario, assassinato nel 1997. L’attenzione degli investigatori si è incentrata su quegli episodi per verificare se possano essere stati collegati tra loro e, soprattutto, se possano spiegare quello che è successo.

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