Aversa

Aversa, Polizia Penitenziaria: si inaugura sede del sindacato Sappe

Aversa – Martedì 20 febbraio, alle ore 18, ad Aversa, in via Armando Diaz, si terrà l’inaugurazione della segreteria sindacale autonoma della Polizia Penitenziaria Sappe. Un evento importante che vedrà l’intervento del segretario generale, Donato Capece, e del segretario nazionale Emilio Fattorello. Il perché sia importante venire all’inaugurazione e quali sino gli obiettivi posti dal “Sappe” ce lo spiega il segretario generale Capece: “Il nostro primo impegno è essere un punto di riferimento per le donne e gli uomini appartenenti al corpo di Polizia Penitenziaria. Non è cosa semplice lavorare in un penitenziario, per cui, tra i nostri impegni, vi è quello di creare le condizioni per favorire il benessere attraverso un’organizzazione del lavoro che garantisca il rispetto dei diritti soggettivi”.

“L’impegno del primo Sindacato della Polizia Penitenziaria, il Sappe, – continua Capece – è quello di rendere il carcere una ‘casa di vetro’, cioè un luogo trasparente dove la società civile può e deve vederci ‘chiaro’, perché nulla abbiamo da nascondere. Questo permetterà di far apprezzare il prezioso e fondamentale, ma ancora sconosciuto, lavoro svolto quotidianamente. L’esigenza di aprire una nuova segreteria nasce, infatti, dalla necessità di creare un punto di riferimento stabile, anche a livello locale, nel quale fornire servizi e consulenze che assicuriamo già in moltissime città italiane. Noi siamo a disposizione di coloro che intendono, concretamente, affrontare e risolvere i problemi della Polizia Penitenziaria, del carcere e della sicurezza. Il nostro impegno è già visibile grazie al volontariato svolto dai nostri iscritti e degli amici dell’Associazione Nazionale Polizia Penitenziaria (Anpp), nostra Associazione d’Arma, alla quale sono iscritti i poliziotti in congedo. Organizzeremo anche corsi di informativa e di apprendimento delle lingue straniere per coinvolgere i cittadini alle attività della nuova sezione del Sappe”.

“Da tempo – continua il segretario generale – noi, che rappresentiamo le donne e gli uomini del Corpo di Polizia Penitenziaria impegnati 24 ore al giorno nella prima linea dei padiglioni e delle sezioni detentive delle oltre 200 carceri italiane, per adulti e minori, sollecitiamo le autorità competenti affinché si avvii, nel nostro paese, un’ indispensabile e decisa inversione di tendenza sui modelli che caratterizzano la detenzione, modificando radicalmente le condizioni di vita dei ristretti e offrendo loro reali opportunità di recupero. Vogliamo garantire, nel contempo, ai poliziotti penitenziari più sicure e meno stressanti condizioni di lavoro, tenuto conto che le tensioni connesse alla detenzione determinano quotidianamente moltissimi eventi critici nelle carceri – atti di autolesionismo, tentati suicidi, risse, colluttazioni – che, se non fosse per il nostro decisivo e risolutivo intervento, avrebbero più gravi conseguenze. Non va allo stesso modo trascurato l’acuirsi del divario esistente tra la consistenza dei nostri stipendi ed il costo della vita. Credo che qualsiasi Governo, di espressione di qualsiasi schieramento politico, non possa non tener conto della necessità di rendere dignitosi gli stipendi di quanti quotidianamente rischiano la vita per la sicurezza del paese e per la salvaguardia delle istituzioni. Il “Sappe” pungolerà costantemente gli uffici ministeriali e regionali per avere risorse finanziarie e umane per poter fronteggiare le situazioni sovraesposte”.

Della realtà aversana faranno parte, insieme a Raffaele Munno, Vincenzo Berrini e Antonio Schettino, che hanno fermamente voluto la realtà del Sappe consolidata sul territorio normanno; una squadra di sindacalisti e di professionisti che creeranno “un punto di riferimento” fiore all’occhiello per tutto il sindacato. “Il Sappe – conclude Capece – è da considerare un punto di riferimento perché dal 1990 siamo stati e siamo impegnati nel valorizzare l’importante ruolo sociale della Polizia Penitenziaria e nel far conoscere all’opinione pubblica i tanti sacrifici che quotidianamente affrontano i Baschi Azzurri del Corpo, che pur con tutte le criticità oggettive, lavorano ogni giorno con l’entusiasmo dei fedeli servitori del nostro stato democratico e repubblicano”.

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