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Campania, aumento preoccupante di mortalità per epatite virale

In Campania la mortalità per cirrosi epatica ed epatocarcinoma è più elevata rispetto alla media nazionale: si tratta di quanto è emerso al centro congressi Federico II di Napoli durante la VI edizione del corso di aggiornamento ”L’epatologia nel terzo millennio”.

Si stima siano 100mila – è stato spiegato nell’occasione promossa dall’ospedale Betania con l’epatologo Ernesto Claar – i soggetti portatori di infezione da Hcv, l’epatite C. Una situazione complessa, per cui è necessario creare sempre maggiori sinergie tra specialisti, e spingere quanti più persone possibile ad effettuare i test (gratuiti) così da fare emergere la malattia.

”Oggi – spiega Ernesto Claar – grazie al piano di eradicazione dell’infezione da Hcv, l’Agenzia italiana del farmaco consente il trattamento con i nuovi farmaci ad azione antivirale diretta a tutti i pazienti, indipendentemente dalla gravità della malattia di fegato. Il 75% dei soggetti con infezione da Hcv può presentare manifestazioni extraepatiche quali diabete, demenza, problemi cardiovascolari, danno renale ed ematologici. L’eradicazione dell’Hcv si traduce in un beneficio clinico globale ed ad una riduzione della mortalità”.

Uno dei problemi emerso è quello sociale: l’aumento dell’immigrazione rende difficile fare previsioni sullo sviluppo della malattia in regione, in quanto i migranti potrebbero aggiungere nuove variabili. Allo stato attuale delle cose però la medicina fa progressi: negli ultimi tre anni sono stati guariti dall’infezione 97.300 pazienti in Italia, di cui quasi 13mila in Campania.

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