Italia

Caserta, maltratta per soldi la madre e le brucia appartamento: arrestato

Nella serata di domenica 2 luglio la squadra voltante della polizia di Caserta è intervenuta nella frazione Casolla, in via Iannelli, per la presenza di una persona che maltrattava l’anziana madre e che aveva appiccato il fuoco all’interno dell’appartamento.

Gli agenti notavano un’abitazione situata al piano rialzato che presentava tutte le finestre aperte ed un gruppo di persone che guardavano all’indirizzo della stessa. A quel punto i poliziotti procedevano ad accedere nell’abitazione dove, nella sala da pranzo, notavano la presenza di fumo residuo e odore molto acre di avvenuta combustione. L’ambiente presentava numerosi mobili in legno antico ed una rete singola con relativo materasso. L’uomo al suo interno si rivolgeva ad una donna anziana intimandole di non parlare con i poliziotti (“Ti uccido e ti sotterro in giardino”) poiché altrimenti lo avrebbero arrestato.

Si trattava di Giuseppe Ragozzino, 44 anni, del posto, che cercava di “sviare” velocemente i poliziotti inscenando estraneità ai fatti e cercando di far passare quanto accaduto per un banale incidente domestico. La donna anziana veniva identificata in una 75enne, madre di Ragozzino, che si presentava molto spaventata, dichiarava di essere succube del figlio che additava quale pericoloso e violento e che da anni poneva in essere minacce continue a suo danno.

Si accertava, quindi, che nella mattinata precedente, intorno alle 9, l’uomo chiedeva denaro alla madre e, al rifiuto di lei, la minacciava dicendole “Va bene, se non mi dai i soldi io ti ammazzo e poi ti seppellisco in giardino”. La donna, letteralmente terrorizzata dal figlio al punto da confessare di non poter ospitare nessuno in casa, neanche parenti, saliva al piano superiore in camera da letto per riposare. Di lì a poco la stessa avvertiva acre odore di fumo, quindi scendeva nella sala da pranzo dove notava il materasso in fiamme con assenza del figlio e con porte e finestre chiuse.  Il solo tempestivo agire della donna che, con il proprio mazzo di chiavi apriva la porta di casa (altro mazzo di chiavi in possesso del figlio) permetteva di evitare il peggio. L’anziana chiedeva aiuto ad alcuni vicini che provvedevano allo spegnimento dell’incendio.

Veniva riscontrato che la persona fermata si era resa responsabile di maltrattamenti in famiglia, incendio doloso e minacce nei confronti della madre. Si provvedeva a condurre il fermato in Questura mentre l’anziana madre formalizzava denuncia in merito ai fatti riscontrati ed anche rispetto a fatti analoghi precedenti posti in essere dal figlio a suo danno e dei quali la medesima era “esausta”. Il figlio veniva associato al carcere di Santa Maria Capua Vetere.

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