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Amministrative 2017: il Pd affonda, centrodestra alla ribalta, bene M5S

Si sono concluse le elezioni in diversi comuni con un vero e proprio trionfo del centrodestra (asse FI-Lega Nord-Fdi) e le reazione sono state varie. Federico Barbierato si fa conoscere come il nuovo sindaco di Abano. Barbierato, candidato del centrosinistra, con tanto di simbolo del Pd, ha vinto con il 53,2% delle preferenze: 4376 voti. Il successo è stato sigillato dalla vittoria nei 3 seggi di Giarre, avamposto dello sfidante Emanuele Boccardo, leader del movimento anti migranti Abano dice no.

Bassa anche al ballottaggio affluenza, che si è fermata a poco più del 52% degli aventi diritto al voto. Dopo 16 anni di governo del centro-destra, con la vittoria di Barbierato, il centro-sinistra riprende Abano.

Barbierato ha, infatti, dichiarato: “Abano ha scelto di tornare normale dopo tanti anni. È una città con enormi potenzialità, sono sicuro che ce la faremo e spero di meritarmi la fiducia dei cittadini”. “Rispettiamo il risultato delle urne, se lavoreranno per Abano saremo al loro fianco. Ma se lavoreranno per pochi, come noi pensiamo, troveranno dei fieri nemici”, è stata la reazione di Boccardo.

A Belluno, invece, Massaro supera il 60% in quasi metà delle sezioni. Questa la tendenza che emerge dallo spoglio delle schede. L’affluenza si è fermata al 41.17%, al primo turno era stata del 50.26%.

Massaro al primo turno ha conquistato il 46.19% dei consensi, Gamba il 25.10%. Non ci sono stati apparentamenti ufficiali ma il Partito Democratico ha dichiarato il suo sostegno a Massaro mentre la Lega Nord e il candidato Franco Roccon hanno scelto Gamba.

A Verona nella notte tra il 25 e il 26 giugno, dopo una lunga campagna elettorale, i risultati del ballottaggio hanno decretato che il sindaco di Verona per i prossimi cinque anni sarà Federico Sboarina. Ieri, più della metà dei veronesi non è andata a votare,ma la maggioranza di chi è andato ha scelto Sboarina, piuttosto che la sfidante Bisinella, compagna dell’ex sindaco Flavio Tosi e sostenuta anche dal Pd.

Cadono le roccaforti del Pd: Genova e Pistoia, dove il centrodestra non aveva mai vinto e cadono sei Comuni su sei – Piacenza inclusa – in Emilia-Romagna.

“Il Pd isolato politicamente perde. Cambiare linea e ricostruire il centrosinistra subito”, è il fendente lanciato dal leader della minoranza Andrea Orlando. E gli stessi Dem ammettono, per voce del capogruppo alla Camera Ettore Rosato: ‘Abbiamo perso, ha vinto la destra’. Mentre Renzi dà la sua lettura: “Sono risultati a macchia di leopardo, non è un test politico”.

Il centrodestra vince, espugnando Genova con Marco Bucci e conquistando La Spezia – con Pierluigi Peracchini – e Pistoia, con Alessandro Tomasi. Ma lo schema unitario è vincente anche a Monza, Lodi, nell’ “ex Stalingrado” d’Italia Sesto San Giovanni, ad Asti e, come si è detto, a Verona.

“Ora vado fino in fondo, a governare. I prossimi sono Renzi, Gentiloni e Boschi”, esulta Salvini. “E’ un risultato storico, il centrodestra ne faccia tesoro”, è il messaggio, chiaro, che Giovanni Toti, dopo il trionfo del “modello” che porta il suo nome in Liguria, manda ai leader di Fi, Lega e Fdi, a cominciare proprio da Berlusconi. “Uniti si vince, no perditempo”, afferma la Meloni.

Anche perché al Sud, dove è l’influenza di FI a prevalere in maniera netta su quella leghista, il centrodestra avanza ugualmente. Impressionante è la vittoria a L’Aquila, dove Pierluigi Biondi ribalta il risultato del primo turno e ha la meglio su Americo Di Benedetto. Annunciato, il trionfo a Catanzaro di Sergio Abramo e al fotofinish quello a Rieti. In tutto, ai ballottaggi, il centrodestra prende 16 capoluoghi su 22 rivoluzionando, inoltre, il tradizionale trend negativo che aveva subito al secondo turno.

Ad ogni modo, il centrosinistra si consola vincendo a Lecce con Carlo Maria Salvemini, a Padova con Sergio Giordani, a Lucca con Alessandro Tambellini e a Taranto con Rinaldo Melucci. “Poteva andar meglio”, scrive in tarda notte Renzi su facebook confermando tuttavia come a suo parere le elezioni amministrative siano “un’altra cosa rispetto alle politiche”.

Il M5s, inoltre, si consola vincendo a Carrara (con Francesco De Pasquale) dopo 70 anni di governo “rosso” e avanzando nel Lazio, dove vince a Ardea e Guidonia. “Siamo in crescita inesorabile”, sottolinea Luigi Di Maio. A Parma, però, a sorridere è il simbolo del dissenso interno al M5S, Federico Pizzarotti. “Ognuno nel Movimento si farà domande e si darà risposte”, sono le parole della rivincita del sindaco emiliano.

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