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Mali, attacco contro residence turistico: 3 vittime, liberati numerosi ostaggi

Un residence turistico di Bamako, la capitale del Mali, molto popolare tra gli occidentali, è stato attaccato da un gruppo jihadista. Tre, almeno, le vittime civili. Tra queste una coppia di stranieri che si trovava nella hall. Un altro ospite dell’hotel sarebbe morto davanti al suo bambino di cinque anni.

I terroristi hanno anche preso degli ostaggi, la maggior parte dei quali sono stati liberati dalle teste di cuoio in un blitz compiuto dai militari dell’esercito nazionale e delle Nazioni unite. Uccisi cinque attentatori. Ci sarebbero sette feriti, di cui quattro gravi tra i soldati arrivati subito dopo la prima sparatoria.

Fra le vittime, ha fatto sapere la Farnesina, non ci sarebbero italiani. L’alto rappresentate per la politica estera dell’Unione Europea Federica Mogherini ha detto che “non possiamo escludere che ci siano vittime europee. Stiamo informando le famiglie in queste ore difficili e drammatiche che dimostrano come gli europei e gli africani sono fratelli e sorelle sia nella lotta sia nelle risposte” al terrorismo.

“Questo è stato senza dubbio un attacco terroristico”, ha dichiarato alla Radio France international il ministro della Sicurezza maliano, Salif Traoré: “Le forze anti-terrorismo sono arrivate sulla scena immediatamente dopo” l’attacco. “Cinque terroristi sono stati uccisi” durante “le operazioni protratte lungo tutta la notte”, ha aggiunto il ministro. Il bersaglio degli jihadisti, irrotti urlando “Allah è grande”, è stato il centro di villeggiatura Campement de Kangaba, non distante dalla capitale del Mali, Bamako, e frequentato soprattutto da turisti internazionali. Traorè ha fatto sapere, inoltre, che alcuni complici dei terroristi non sono stati né catturati né uccisi dalle forze speciali.

Il Campement Kangaba non è un hotel del centro, come il Radisson Blu che era stato colpito nel mese di novembre 2015, ma si tratta di una nota località turistica di proprietà dell’imprenditore francese Hervé Depardieu. Tra gli ospiti c’erano anche alcuni soldati della Minusma, la missione Onu in Mali, in licenza.

Pare che l’intenzione degli assalitori fosse di prendere ostaggi: non si sa se ne abbiano ancora in mano alcuni, ma almeno una ventina (32 secondo il ministero della Sicurezza) sono stati liberati nel blitz delle forze di sicurezza. Le forze speciali maliane, assistite dai caschi blu di Minusma, hanno accerchiato tutto il perimetro del complesso turistico, mentre gli assalitori hanno cercato rifugio in una collina dietro il resort.

Il Mali di recente è vittima di una campagna di violenza senza precedenti. Dal mese di marzo 2017, il leader del gruppo terrorista Ansar Dine Iyad Ag Ghaly (nord del Mali), ricercato senza sosta dai militari dell’operazione Barkhane, ha formato un’alleanza con il predicatore Amadou Kufa (Mali centrale) e l’algerino Yeyia Abu Hama (AQIM). Durante una visita a Gao, la principale base militare francese nell’ambito dell’operazione Barkhane lo scorso maggio, il presidente Emmanuel Macron è impegnato impegnato a continuare gli sforzi per combattere il terrorismo in un contesto difficile in cui le minacce il caos è ancora appeso sopra il Mali.

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