Napoli

Napoli, il miracolo del sangue di San Gennaro si ripete anche a maggio

Napoli – Si ripete il miracolo di San Gennaro. Alle 20.04 di sabato 6 maggio i fedeli hanno assistito al fenomeno dello scioglimento del sangue, che si è liquefatto nell’ampolla tenuta in mano dall’arcivescovo Crescenzio Sepe.

La tradizione si rinnova a Napoli, nella Basilica di Santa Chiara: è qui che la prima domenica di maggio vengono portate le reliquie in processione dal Duomo. Ed è qui che si aspetta il “miracolo della primavera”. L’attesa era tanta dopo che lo scorso 16 dicembre il sangue non si era sciolto, circostanza quest’ultima che viene considerata infausta. Ma i timori sono stati spazzati via dalle parole del cardinale che ha annunciato la lieta novella, accompagnate dall’applauso della platea: “San Gennaro non ci abbandona mai”.

Il cardinale Crescenzio Sepe si è recato alle 17 nella Cappella del Tesoro di San Gennaro, all’interno del Duomo. Ha aperto la cassaforte che custodisce le reliquie del martire e, dopo un momento di preghiera sul sagrato davanti ai busti argentei dei santi compatroni, ha dato inizio alla processione. Il corteo ha attraversato le strade del centro antico di Napoli, proseguendo lungo ‘Spaccanapoli’, fino alla basilica di Santa Chiara. Alle 18 è cominciata la messa, al termine della quale, l’arcivescovo ha annunciato l’avvenuto scioglimento, salutato dal tradizionale sventolio di un fazzoletto bianco. L’ampolla è stata quindi offerta ai fedeli per il bacio di rito.

Alla cerimonia religiosa hanno preso parte anche delegazioni delle chiese ortodosse di Russia e della Bielorussia e della diocesi di Ascoli Piceno, gemellata con quella di Napoli. Le ampolle sono state collocate in una teca in Duomo e per tutta la settimana saranno esposte ai pellegrini e venerate.

Il miracolo di San Gennaro viene celebrato tre volte l’anno: il 19 settembre nel giorno della ricorrenza di San Gennaro, il sabato che precede la prima domenica di maggio (per ricordare la traslazione delle reliquie da Montevergine a Napoli) ed il 16 dicembre. I fedeli da sempre, l’attribuiscono alla volontà del Santo: è così fin dal 1389, anno in cui per la prima volta il ‘miracolo’ è stato attestato.

Ma secondo le più accreditate teorie scientifiche è il gesto meccanico del sacerdote che muove l’ampolla a innescare la liquefazione del sangue (che poi in stato di riposo tornerebbe gradualmente solido). D’altra parte la Chiesa ha sempre adottato una posizione molto prudente, sostenendo che non ci sono prove che il sangue di quelle ampolle appartenga effettivamente al Santo e che non ci sono abbastanza elementi né per dimostrare né per escludere che il fenomeno abbia spiegazioni fisiche.

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