Caserta

Il Consiglio di Stato “salva” le finanze della Provincia di Caserta

Caserta – Un nuovo capitolo, stavolta favorevole all’ente di Corso Trieste, si aggiunge alla lunga storia delle disastrate finanze dell’ente locale casertano.

Ed infatti, a seguito della dichiarazione dello stato di dissesto finanziario della Provincia di Caserta, come noto, il Consiglio provinciale aveva approvato una delibera, la numero 4 dell’11 febbraio 2016, avente ad oggetto “Adempimenti derivanti dall’articolo 254 del decreto legislativo 267/00 – Imposte e Tasse locali – Determinazioni – Istituzioni di aliquote e tariffe di base nella misura massima consentita”.

In altre parole, per far fronte alla grave crisi economica dell’ente, con tale atto deliberativo venivano determinate, nella misura massima consentita, le aliquote e le tariffe di base delle imposte e tasse locali di spettanza dell’ente dissestato, le tariffe per i servizi produttivi e i canoni patrimoniali e soprattutto stabilito che il costo di gestione dei servizi a domanda individuale fosse coperto con proventi tariffari e contributi finalizzati almeno nella misura prevista dalle norme vigenti.

Contro tale atto, soprattutto contro tale ultimo punto, sostenendone l’illegittimità, sono insorte un gruppo di agenzie di pratiche auto, rivolgendosi al Tar Campania, che con sentenza 2911/2016 ha accolto il ricorso e disposto l’annullamento integrale della citata deliberazione del Consiglio provinciale, il che ha determinato una situazione drammatica per la situazione finanziaria dell’ente, praticamente paralizzandola in tutti i settori.

La Provincia di Caserta, affidando la difesa all’avvocato amministrativista Fabrizio Perla, ha dunque impugnato la sentenza del Tar dinanzi il Consiglio di Stato che ieri 27 aprile, con ordinanza 1784, ha accolto l’appello e ritenendo prevalente l’esigenza di assicurare l’equilibrio finanziario dell’ente, nella comparazione dei contrapposti interessi, ha sospeso la sentenza del Tar e fatto così rivivere la delibera del Consiglio provinciale e gli altri atti impugnati, consentendo così all’ente di continuare ad operare.

L’ultima “puntata” della vicenda avrà luogo il 21 settembre quando si discuterà il merito.

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