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Usa bombardano Siria. Russia: “Azione sconsiderata”

Il bombardamento è nel “vitale interesse della sicurezza” degli Stati Uniti, ha affermato il presidente americano Donald Trump, chiedendo al mondo di unirsi agli Stati Uniti per mettere fine al flagello del terrorismo. E mentre il regime di Assad parla di “aggressione” la Russia, alleata di Damasco, ritiene tali “azioni irresponsabili, sconsiderate”. Intanto, l’Occidente è col fiato sospeso.

La scorsa notte gli Stati Uniti hanno lanciato 59 missili Tomahawk verso la base aerea siriana da cui era partito l’attacco con armi chimiche nella provincia di Idlib. La tv di Stato siriana ha confermato che l’attacco missilistico statunitense ha colpito una serie di obiettivi militari all’interno del Paese e provocato vittime, sembra almeno cinque morti (tre soldati e due civili) e almeno sette feriti.

I missili lanciati dagli Usa hanno colpito la base aerea di Shayrat, nel centro della Siria, da dove si sospetta sia stato lanciato l’attacco chimico che ha innescato la risposta americana. L’orario indicato dell’impatto è delle 20.45 ora di Washington (le 2.45 in Italia), le prime ore del mattino in Siria. I missili hanno puntato e colpito piste, apparecchi e zone di rifornimento.

Il Pentagono ha precisato che l’attacco contro la Siria è stato condotto utilizzando missili lanciati dai cacciatorpediniere USS Porter e USS Ross nel Mediterraneo orientale. Un lancio definito dal governo americano come una “risposta proporzionata” all’attacco chimico e fa sapere che l’attacco Usa contro la base aerea in Siria ha “ridotto la capacità del governo siriano di utilizzare armi chimiche”.

Ma per Mosca gli Usa avevano deciso di attaccare la Siria già prima della strage con armi chimiche di cui sono accusate le truppe di Damasco. Lo sostiene il ministero degli Esteri russo, secondo cui la carneficina di Idlib è stata per gli americani solo “un pretesto”.

Un comandante dei ribelli d’opposizione siriani di uno dei distretti colpiti dal bombardamento chimico dei giorni scorsi in Siria afferma di sperare che l’attacco degli Stati Uniti su una base area siriana sia un “punto di svolta” dopo sei anni di guerra. Il maggiore Jamil al-Saleh, a capo di un gruppo ribelle sostenuto dagli Usa nella città centrale di Hama, ha confermato da parte sua che il lancio di missili americani ha preso di mira la base aerea da cui è partito il raid effettuato con armi chimiche.

“Israele supporta pienamente la decisione del presidente Trump”, afferma un comunicato dell’ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu.

Il Comitato di Difesa della Duma di Stato (la Camera bassa) russa afferma, invece, che l’attacco missilistico degli Stati Uniti contro la Siria potrebbe peggiorare i rapporti tra Mosca e Washington, nonché portare a un ampliamento dei conflitti armati in Medio Oriente. “Queste sono azioni irresponsabili, sconsiderate”, recita una nota ufficiale. Mosca chiede con urgenza che si riunisca il Consiglio di sicurezza dell’Onu.

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