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Camorra e appalti truccati, 69 arresti tra Napoli e Caserta

Politici, amministratori pubblici in carica e non, imprenditori, professionisti, docenti universitari, commercialisti, ingegneri e “faccendieri”. Una bufera giudiziaria colpisce una decina di comuni tra Napoli e Caserta. La Guardia di Finanza, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, ha eseguito 69 ordinanze di custodia cautelare per corruzione, turbativa d’asta e concorso esterno in associazione mafiosa col clan Zagaria di Casapesenna.

L’inchiesta – condotta dai pm antimafia Catello Maresca, Maurizio Giordano, Luigi Landolfi, Gloria Sanseverino e Alessandro D’Alessio, con il coordinamento del procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli – riguarda gare di appalto pubbliche realizzate in diversi comuni campani, come quelli casertani di Alife, Francolise, Riardo, Aversa e quelli napoletani di Pompei e San Giorgio a Cremano.

Coinvolti, tra gli altri, l’ex assessore e ora consigliere regionale Pasquale Sommese, il fratello di quest’ultimo, Antonello Sommese,  Claudio Borrelli, direttore dell’Agenzia per il diritto allo studio universitario (Adisu), il sindaco di Aversa, Enrico De Cristofaro, ex presidente dell’Ordine degli Architetti di Caserta, il sindaco di Casapulla Ferdinando Bosco, il sindaco di Riardo Nicola D’Ovidio, l’ex sindaco di Pompei Claudio D’Alessio, l’ex sindaco di San Giorgio a Cremano Domenico Giorgiano e la Soprintendente archeologica della Campania Adele Campanelli, nominata da poco più di un mese alla direzione del Parco archeologico dei Campi Flegrei.

Ordinanza notificata anche all’imprenditore Alessandro Zagaria, già detenuto, e all’ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere Biagio Di Muro, all’ex presidente della Comunità Montana del Matese, Fabrizio Pepe, all’architetto Mario Martinelli di San Cipriano d’Aversa, Salvatore Visone, ex presidente dell’Ordine degli architetti di Napoli e provincia, Andrea Rea e Paolo Stabile, rispettivamente ex presidente ed ex direttore generale della Mostra d’Oltremare di Napoli.

Al centro dell’indagine un giro di corruzione che sarebbe stato organizzato da Guglielmo La Regina (dal suo cognome la denominazione dell’operazione, “The Queen” – “La Regina”), il professionista già coinvolto lo scorso anno nello scandalo sulla ricostruzione di Palazzo Teti Maffuccini (costato una indagine a carico dell’ex presidente regionale Pd Stefano Graziano, poi completamente prosciolto.

La Regina, legale rappresentante dell’Archicons srl, con altri due imprenditori dell’area di Casal di Principe, e insieme con Alessandro Zagaria, ritenuto un referente un soggetto che ricorreva come intermediario in tante stazioni appaltanti, nonché personaggio vicino al clan Zagaria, è considerato l’uomo che aveva rapporti con funzionari e politici e che veicolava accordi e dazioni corruttive. Oltre che a Santa Maria Capua Vetere, gli appalti riguardavano i Comuni di Piedimonte Matese, Francolise, Riardo, Alife, Rocca d’Evandro, Calvi Risorta, Casoria, Cicciano, oltre a beni di interesse storico e archeologico, come “Le Porte dei Parchi” a Francolise.

Sommese è indagato per corruzione e turbativa d’asta. Fra gli episodi sotto inchiesta, anche un appalto relativo alla realizzazione dei padiglioni 7 e 8 della Mostra d’Oltremare del maggio 2016. Consigliere regionale della Campania in quota Ncd, l’ex assessore regionale al Turismo ha accusato un malore quando gli è stata notificata la misura cautelare.

Turbativa d’asta l’ipotesi contestata all’ex sindaco di Pompei, D’Alessio, con riferimento a un appalto bandito nel 2013 per la realizzazione di un impianto di cremazione vicino al cimitero. De Cristofaro, invece, deve rispondere di corruzione e turbativa d’asta per un appalto riguardante la ristrutturazione della “casa dello studente” di Aversa (leggi qui). 

La “pentita” – La svolta nelle indagini è arrivata da una donna che ha deciso di parlare con gli investigatori, raccontando il ‘sottobosco’ che si nasconde dietro una parte dell’imprenditoria e politica campana. Si tratta di Loredana Di Giovanni, originaria di Mugnano di Napoli, e considerata la ‘faccendiera’ di molti ‘colletti bianchi’. Per gli inquirenti si sarebbe adoperata per portare voti a Pasquale Sommese, oggi destinatario dell’ordinanza, durante la passata campagna elettorale per le regionali. Il suo ruolo, così come emerge dalle indagini, sarebbe stato quello di consegnare tangenti ai politici per conto degli imprenditori. Dall’aprile dello scorso anno, cioè da quando è finita ai domiciliari per l’inchiesta sulla mancata ristrutturazione di Palazzo Teti a Santa Maria Capua Vetere, sta collaborando con la Procura, che ha coordinato l’inchiesta.

ECCO TUTTI I NOMI DEGLI ARRESTATI

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