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In aumento italiani che vanno all’estero: Germania meta preferita

Roma – Continua a crescere il numero di italiani che decide di lasciare la propria patria per emigrare all’estero in cerca di condizioni di vita più soddisfacenti. 

A confermare il fenomeno sono i numeri del rapporto “Italiano nel mondo 2016” e dell’Aire, anagrafe degli italiani residenti all’estero, che ha registrato un incremento del +6,2% nel 2015 rispetto all’anno precedente. Sono state 6.232 le persone che sono fuggite via nel 2015, per un totale di 107.529 italiani non residenti nel proprio Paese.

Il fenomeno della “fuga dei cervelli” è in atto da diversi anni. Ad emigrare sono soprattutto giovani tra i 18 e i 34 anni e tra le mete preferite spicca la Germania, che sembra essere il paese in grado di offrire maggiori opportunità di lavoro. 

“Italiani nel mondo 2016” è stato presentato, giovedì, a Roma dalla Fondazione Migrantes. I dati analizzati mostrano che sono soprattutto i residenti in Lombardia, con 20.088 partenze, e in Veneto, con 10.374 partenze, a lasciare l’Italia. Sul podio anche il Lazio, mentre seguono Piemonte ed Emilia Romagna.

“I giovani hanno una mobilità “in itinere, che – secondo il rapporto – può modificarsi continuamente perché non si basa su un progetto migratorio già determinato ma su continue e sempre nuove opportunità incontrate”. Quella tra i 18 e i 34 anni è la fascia più rappresentativa della popolazione in quanto occupa il  36,7% degli espatriati. A seguire i 35-49enni con il 25,8%, i minori con il 20,7% (di cui 13.807 mila hanno meno di 10 anni) mentre il 6,2% ha più di 65 anni.

“I giovani devono poter tornare – ha riferito il presidente della Repubblica Sergio Mattarella– Oggi il fenomeno degli italiani migranti ha caratteristiche e motivazioni diverse rispetto al passato. Riguarda fasce d’età e categorie sociali differenti. I flussi tuttavia non si sono fermati e, talvolta, rappresentano un segno di impoverimento piuttosto che una libera scelta ispirata alla circolazione dei saperi e delle esperienze”.

“La mobilità dei giovani italiani verso altri Paesi dell’Europa e del mondo – ha aggiunto – è una grande opportunità, che dobbiamo favorire, e anzi rendere sempre più proficua. Che le porte siano aperte è condizione di sviluppo, di cooperazione, di pace, di giustizia. Dobbiamo fare in modo che ci sia equilibrio e circolarità. I nostri giovani devono poter andare liberamente all’estero, così come devono poter tornare a lavorare in Italia, se lo desiderano, e riportare nella nostra società le conoscenze e le professionalità maturate”.

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