Sant’Arpino

Sant’Arpino, Boerio a Zullo: “Il titolo di sindaco non si acquisisce per disgrazie altrui”

Sant’Arpino – Dopo l’ultimo provvedimento del sindaco ‘facente finzioni’ Aldo Zullo, con il quale stabilisce che vengano multati i manifesti e i banner affissi dai candidati fuori dagli spazi dedicati alla campagna elettorale, abbiamo veramente toccato il fondo e superato ogni limite del ridicolo.

E allora, visto che il caro ‘facente finzioni’ Zullo, probabilmente consigliato male da chi prende le decisioni al posto suo dal primo momento in cui è stato nominato facente funzioni, mi vedo costretta a fare una precisazione.

Se la legge a cui fa appello Zullo risale al lontano 1956 (60 anni fa!), come è possibile che lui stesso si sia dimenticato di applicarla nel 2008 quando si è candidato nella lista con Eugenio Di Santo e poi ancora nel 2010 quando si è candidato alle elezioni regionali?

E chiedo anche al caro amico Zullo come mai quella legge non fosse valida quando, solo l’anno scorso, la figlia Katia si è candidata alle elezioni provinciali.

In tutti questi casi Zullo e figlia hanno esposto fuori dalla loro casa 6×3, banner e giganteschi manifesti che accecavano la vista di chiunque passasse per via De Gasperi, eppure quella legge del ‘56 esisteva già!

Ma oggi improvvisamente Zullo si ricorda della legge del ‘56 e pretende che venga applicata!

Allora, caro Zullo, smettiamola con le commedie e le fandonie. E’ chiaro ed è sotto gli occhi di tutti che l’unica motivazione che ti ha spinto ad emettere questo provvedimento è l’invidia, o meglio l’accecante paura di perdere!

I manifesti, i 6×3 e i banner non c’entrano nulla, l’unico motivo alla base della decisione tua e di chi ti consiglia è l’invidia!

E poi, visto che ci hai tenuto così tanto in occasione del vostro ultimo comizio, a precisare che l’unico Sindaco sei tu e che Di Santo andrebbe nelle case presentandosi come sindaco, caro Zullo sono costretta a ribadirti e a sbatterti in faccia una dura verità.

Come tu sai benissimo sono tantissimi i santarpinesi che ancora oggi chiamano sindaco Eugenio Di Santo per la stima, la fiducia e il rispetto che hanno nei suoi confronti. Perché il titolo di sindaco, caro Zullo, non si acquisisce con i sotterfugi o approfittando delle disgrazie degli altri, ma lavorando e operando bene, cosa che Di Santo ha sempre fatto e che oggi la gente del nostro paese ancora gli riconosce.

Ma è chiaro che questo boccone amaro non va giù né a te né ai tuoi compagni!

Di Santo oggi va nelle case per la campagna elettorale di Alleanza Democratica per Sant’Arpino e mi sembra che andasse nelle case, insieme alla sottoscritta, anche quando la tua cara figlia Katia si è candidata alle Regionali l’anno scorso.

E preciso che io e Di Santo siamo stati gli unici dell’intera maggioranza a farlo. E allora Di Santo ti andava bene perché l’unico scopo era la vittoria di tua figlia!

Per non parlare dell’intervento al limite del ridicolo di Imma Quattromani che ha precisato che non bisogna farsi allettare da false promesse di posti di lavoro quando è consapevole che gli unici a promettere posti di lavoro inesistenti in campagna elettorale sono proprio i suoi compagni di avventura.

Basta con le menzogne, basta con i sotterfugi, la gente di Sant’Arpino è stanca delle vostre sceneggiate!

E se con il comizio in Piazzetta Paradiso volevate mettere in scena una commedia all’italiana e far ridere tutto il paese ci siete riusciti!

Iolanda Boerio 

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