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“Suffragette”, la lotta per il diritto al voto al cinema

Arriva nelle sale italiane il prossimo 10 marzo il film “Suffragette” il film diretto da Sarah Gavon che racconti gli anni della lotta femminile per la conquista del voto elettorale. Una pellicola che vede protagoniste Carey Mulligan, Helen Bonham Carter e Meryl Streep.

La storia è ambientata nella Londra del 1903. Sotto la guida di Emmeline Pankhurst(Meryl Streep), le donne inglesi danno vita a una lotta senza quartiere per ottenere il suffragio universale. Operaie, borghesi, ragazze nubili e madri di famiglia si organizzano in comitati e scendono in strada per rivendicare il loro diritto al voto al grido di “Vote for women”. La protesta dilaga nell’intera nazione. Cariche di polizia, indagini, arresti e diffamatorie campagne stampa non fermano la ribellione delle militanti che vengono soprannominate con spregio “Suffragette”. Maud Watts (Carey Mulligan), operaia in fabbrica per 13 ore al giorno, dall’età di 8 anni, è una di queste militanti. Lei e le sue compagne sono tra le pioniere del lungo percorso verso la conquista della parità dei diritti.

“Never surrender, never give up the fight” (Mai arrendersi, mai smettere di lottare) è la frase con cui Emmeline Pankhurst (leader e fondatrice dell’ala armata delle suffragette inglesi) incitava le donne a conquistare parità di diritti. La frase verrà stampata su una t-shirt bianca che sarà indossata da chi vorrà sostenere l’iniziativa della campagna social di “Suffragette”. Accompagnata dall’hastag #suffragette, la campagna lanciata sulle pagine social dedicate al film, vuol essere un’occasione di riconoscimento di un movimento coraggioso che ha cambiato la storia, ma anche un grido per ricordare che la battaglia per la parità non è ancora finita.

A parlare del film è stata Maud Watts che ha spiegato quanto è cambiato la sua considerazione rispetto al voto dopo il film: “Andavo a votare perché lo facevano tutti, un dovere al quale non davo particolare valore, non avevo mai pensato alle battaglie, alla sofferenza, ai sacrifici, alla violenza che le donne hanno dovuto subire per conquistare il diritto al voto. Ora lo farò con orgoglio e consapevolezza diversa. Credevo di conoscere abbastanza la storia, ma ho scoperto molto di più. Non sapevo ad esempio della durezza degli scioperi né delle tante azioni clamorose che le donne hanno compiuto per farsi ascoltare dai politici, fino alla distruzione di un palazzo. Ignoravo la brutalità della polizia, le ritorsioni, gli arresti”.

“Interpreto una donna della classe operaia- dice ancora l’attrice – lavora in una lavanderia, un personaggio simbolo di tutte le donne comuni che hanno partecipato alla lotta per i diritti civili. All’inizio esita a entrare nel movimento, poi capisce che tutte insieme possono conquistare una vita migliore e comincia un percorso che la porterà a trovare la sua voce e il coraggio di sfidare le convenzioni, anche a rischio di perdere famiglia e figlio”.

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