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Modena, estorsione e usura: sequestri per oltre 4 milioni

Modena – La Guardia di Finanza di Modena ha sequestrato un patrimonio mobiliare e immobiliare, del valore stimato in circa 4.200.000 euro, agli appartenenti al pericoloso sodalizio criminale operante nelle provincie di Modena e Reggio Emilia e, in particolare, nel distretto ceramico tra i comuni di Sassuolo, Fiorano Modenese, Casalgrande e Castellarano, già colpiti dalle misure cautelari personali eseguite da Guardia di Finanza e Polizia di Stato nel mese di ottobre dello scorso anno.

Il provvedimento, disposto dal Tribunale di Modena – Sezione Penale, attuato dai militari del Nucleo di polizia tributaria di Modena, giunge al termine di complesse indagini di polizia economico-finanziaria, avviate ad inizio 2015 su delega della Procura di Modena e sviluppate nei confronti degli odierni destinatari dei sequestri, per i quali è stata riconosciuta la “pericolosità sociale” per gravi reati quali estorsione e usura, accertati, come detto, nel corso della complessa ed articolata indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Modena nella persona dei sostituti procuratori Marco Niccolini e Claudia Natalini, culminata con l’esecuzione delle ordinanze restrittive nell’ambito dell’operazione “The Untouchables”.

In linea con le specifiche direttive impartite dalla Procura di Modena, che inizialmente aveva ricevuto anche degli input investigativi dal Comandante della Stazione dei Carabinieri di Sassuolo, le Fiamme Gialle del Nucleo di polizia tributaria hanno, infatti, sviluppato complessi accertamenti patrimoniali sul conto di numerose persone fisiche e giuridiche, allo scopo di aggredire i patrimoni illecitamente accumulati, avvalendosi anche del prezioso supporto degli specialisti del Servizio Centrale Investigazione sulla Criminalità Organizzata del Corpo con sede a Roma.

All’esito degli stessi, è emerso come Adamo Bonini e Rocco Ambrisi – grazie alle attività delittuose poste in essere nel tempo – siano riusciti ad accumulare, direttamente o attraverso alcuni stretti familiari, un significativo patrimonio mobiliare ed immobiliare, del tutto incongruente rispetto alla propria capacità contributiva ed a quella dei propri congiunti.

Tale sproporzione, unita alla acclarata pericolosità criminale dei predetti, ha permesso di richiedere – ai sensi del dettato normativo del “Codice Antimafia” il sequestro, finalizzato alla confisca, dell’intero patrimonio, anche indirettamente riconducibile al medesimi.

Le risultanze delle articolate investigazioni esperite sono state partecipate al Tribunale di Modena – Sezione Penale che ha, ora, disposto il sequestro di: 31 unità immobiliari (fabbricati) site nei comuni di Casalgrande, Castellarano, Sassuolo e Nardò; una autovettura di lusso; rapporti bancari/dossier titoli/quote societarie.

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