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Napoli, Mattarella ricorda la strage di Parigi: “La cultura rende liberi”

Napoli – “La cultura rende liberi”. La cultura come antidoto al terrorismo. In un breve messaggio di saluto, fuoriprogramma, agli studenti dell’Università “Suor Orsola Benincasa” di Napoli, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, rivolge questo messaggio di speranza, pensando anche ai recenti eventi di Parigi.

La cultura a potersi opporre alla “violenza frutto dell’intolleranza e dell’oscurantismo. – dice Mattarella – Il minuto di silenzio che abbiamo osservato ci ha ricondotto, come è giusto anche se non passa mai nella nostra mente in questi giorni, a quanto avvenuto a Parigi, ai pericoli che ci sono sulla nostra convivenza. Ma questo volersi opporre alla violenza frutto dell’intolleranza e dell’oscurantismo, rafforza l’impegno alla formazione culturale, a stimolare la cultura, a farla crescere, distribuirla, diffonderla”.

“Era già Epitteto che diceva che la cultura vi farà liberi e uomini di cultura, tanti studiosi, scienziati e pensatori hanno sempre ribadito questo ammonimento: la cultura rende liberi, rende protagonisti. – conclude Mattarella – E quello che agli studenti viene sollecitato è di formarsi nella capacità, dello spirito critico che si acquisisce e conquista attraverso lo studio, la cultura e la riflessione”.

Mattarella, arrivato alle 11 nell’Aula Magna dell’Università, accolto dal vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, dal presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, e dal sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. La cerimonia d’inaugurazione dell’anno accademico è stata aperta dal rettore dell’Università, Lucio D’Alessandro, che ha chiesto un minuto di silenzio per le vittime del terrorismo a Parigi. Poi, come rappresentante dei laureati la voce di una delle maestre formatesi al Suor Orsola, Anna Rosaria Imperato, una giovane di 28 anni che insegna ora a Secondigliano.

Momenti di confusione prima dell’arrivo del presidente. Gli agenti della Digos hanno fatto allontanare un esponente del comitato in difesa della “Terra dei fuochi”, Angelo Ferrillo (GUARDA IL VIDEO). L’attivista era seduto in platea quando è stato invitato dalla polizia ad alzarsi e ad uscire dalla sala, ma a quel punto l’uomo ha iniziato a urlare dicendo di essere un cittadino e non un “camorrista”. “Dicono bugie al presidente della Repubblica, – ha urlato Ferrillo – non vogliono fare niente per la Terra dei fuochi”. Continuando a urlare “mi state strappando i vestiti, abbassate le mani da dosso”, Ferrillo è stato accompagnato fuori spiegando che non era stato invitato alla cerimonia. La situazione è ritornata poi alla normalità dopo che il pubblico ha assistito, in silenzio, a quanto accaduto tra i flash dei fotografi e le telecamere dei cineoperatori pronti ad accogliere il capo dello Stato.

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