Carinaro

Polemica Staff, Barbato: “Quando vuole il sindaco sfora i conti”

Carinaro – Il gruppo consiliare “Uniti per Cambiare” stigmatizza le parole proferite dal sindaco di Carinaro, Annamaria Dell’Aprovitola, sulla vicenda dei costi relativi alle indennità di carica del primo cittadino e alla recente costituzione del suo Ufficio staff.

“Usando un tono molto basso e degno di chi è privo di argomentazioni serie ed efficaci – replicano dall’opposizione – il sindaco ha attaccato il capogruppo Giuseppe Barbato. Tanto che alle dichiarazioni artefatte di risposta al duro documento del gruppo di minoranza è dovuto intervenire anche il sindaco emerito, Mario Masi, vistosi tirato in ballo puntualizzando analiticamente il tutto e di fatto contraddicendo punto per punto Dell’Aprovitola”.

“Arrampicandosi sugli specchi – commenta proprio il capogruppo Barbato – il primo cittadino non ha fatto altro che dimostrare la sua estraneità al problema trattato tanto che Masi la sbugiardata con una nota diffusa a mezzo stampa. Voglio ricordare a Dell’Aprovitola che il sottoscritto sa bene che l’Ufficio Staff del Sindaco è stato istituito durante la sindacatura Affinito a costo zero egregiamente, tutt’ora, retto da Lavoratori socialmente utili. All’epoca io svolgevo il ruolo di vicesindaco risultando tra i più votati in quella competizione mentre l’attuale sindaco, con quei pochi voti che racimolò, in tanti a Carinaro non sapevano nemmeno chi fosse. In quanto alle battute poco edificanti del sindaco, voglio solo ricordarle una cosa: il sottoscritto non ha bisogno di essere né elogiato né discriminato da lei, in quanto la sua storia, sia personale che familiare, è conosciuta da tutti a Carinaro. Abbiamo sempre dato gratuitamente a tutti, sia nel campo sociale, religioso che in quello professionale, prima e dopo la mia candidatura a sindaco; abbiamo sempre dato, in quanto lei deve ancora dimostrare di fare qualcosa gratis per Carinaro, visto che costa così tanto danaro alle tasche dei carinaresi”.

Barbato poi incalza: “Voglio ricordare per i non addetti ai lavori che l’attuale Giunta ha battuto tutti i record d’incasso: la media che percepisce annualmente è di 91mila euro, cifre verificabili nel bilancio comunale”.

Ancora, un chiarimento sulla vicenda dello staff: “Ho proposto di utilizzare due giovani disoccupati del paese per il costituendo Ufficio Staff ma niente di personale verso i dipendenti individuati dal sindaco. Questo sia chiarissimo a tutti. La mia proposta nasceva dalla convinzione, se non dalla certezza, che l’utilizzo di due giovani laureati disoccupati del paese sarebbe stato meglio ‘digerito’ da tutti quei cittadini che, vivendo momenti di grave difficoltà economica, non riescono a contribuire con le loro tasse alle spese del nostro Comune. La mancanza di risorse, accampata dal sindaco come motivo di giustificazione, appare una vera scusa, al di là delle parole zuccherine distribuite a favore dei giovani disoccupati di Carinaro. Quando si vuole veramente raggiungere un obiettivo i soldi si trovano sempre, magari sacrificando altre spese inutili e superflue. I soldi dove si prendono? Si possono prendere dai capitoli destinati a pagare i circa 15mila euro, tra indennità ed oneri riflessi, per l’incarico ai due dipendenti interni, tutt’al più facendo una semplicissima variazione di bilancio”.

Il capogruppo dell’opposizione fa un’ultima osservazione: “Visto che  queste prestazioni di lavoro sono dalla legge considerate come ‘lavoro flessibile’, per il quale la norma ha fissato per il 2015 un tetto massimo, che il Comune di Carinaro ha abbondantemente superato per  l’assunzione dell’ingegner Ferriello, quale responsabile dell’Ufficio tecnico, laddove c’era da oltre 30 anni un responsabile, e per l’assunzione del responsabile della Ragioneria, dottor Fattore, entrambe persone non di Carinaro, perché questo limite non si poteva ulteriormente sforare per tentare di dare un poco di lavoro a due giovani disoccupati di Carinaro?”

“Ci troviamo di fronte ad un mistero, che tanto mistero non è – conclude Barbato – visto che tutti hanno capito che l’operazione nasconde una misera finalità clientelare che, a quanto mi risulta, non è condivisa dall’intero paese”.

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