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Poliziotto ferito, catturato Raffaele Rende: è lui che ha sparato a Barbato

Raffaele RendeNapoli – Catturato nella serata di sabato Raffaele Rende, ritenuto il responsabile del ferimento del poliziotto Nicola Barbato, avvenuto giovedì sera a Napoli, nel quartiere Fuorigrotta.

Gli agenti della squadra mobile lo hanno trovato in un appartamento nella zona orientale del capoluogo campano, nel quartiere di San Giovanni a Teduccio. Non era armato e non ha opposto resistenza all’arresto. Insieme a lui catturata anche la persona che gli dava ospitalità, con l’accusa di favoreggiamento.

Originario di Quarto e residente a Fuorigrotta, con precedenti per spaccio, Rende era in fuga ormai da circa 48 ore. Da ieri più volte si era diffusa la notizia del suo arresto attraverso i social ma smentita dagli investigatori. Il pregiudicato non avrebbe avuto alcuna copertura da parte della malavita e i mezzi economici per prolungare più di tanto la sua fuga. Ed il cerchio intorno a lui si è stretto sempre di più fino alla cattura.

Barbato, insieme ad un collega, era a bordo di un’auto civetta, una Fiat Panda, vicino alla stazione Cumana di via Leopartrdi, in servizio anti estorsione. All’improvviso la vettura è stata raggiunta da una scarica di proiettili: Barbato veniva raggiunto da un colpo al petto, l’altro poliziotto restava illeso. Poco chiari, finora, i motivi dell’agguato: un’ipotesi sarebbe quella che l’autore degli spari avrebbe scambiato i due poliziotti come appartenenti a un clan rivale.

Dopo la sparatoria Rende scappava a bordo di una Daewoo Matiz, sembra insieme alla compagna; auto poi ritrovata abbandonata ieri nel Beneventano. La mattina seguente la polizia fermava il complice di Rende, un 28enne napoletano. Barbato, originario di Gricignano e residente tra Carinaro e Teverola, nel Casertano, intanto veniva sottoposto ad un’operazione chirurgica al “Loreto Mare” per l’estrazione del proiettile. Attualmente versa in condizioni critiche ma stazionarie. Oggi ha ricevuto anche la visita del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. In giornata altre attestazioni di solidarietà con la “catena umana” organizzata dalla Federazione italiana antiracket davanti alla Questura di Napoli e lo striscione “Forza Nicola” esposto dai calciatori del Napoli sabato sera al San Paolo prima del fischio d’inizio della gara contro la Juventus.

Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, dopo l’arresto di Rende, ha twittato: “Abbiamo catturato il presunto autore del tentato omicidio del nostro poliziotto di Napoli. Ora è in Questura. Stato ancora più forte una volta ancora”.

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