Esteri

Grecia, il “No” supera il 61%. Varoufakis si dimette

Atene – Yanis Varoufakis, ha rassegnato le dimissioni da ministro delle finanze della Grecia. Ad annunciarlo lui, dal suo profilo Twitter, con un tweet intitolato “Minister No More!”.

Poi, in un post sul suo blog, Varoufakis ha spiegato di aver lasciato l’incarico per consentire al primo ministro, Alexis Tsipras, di stringere più facilmente un accordo con i creditori. “Subito dopo l’annuncio dei risultati del referendum, sono stato informato di una certa preferenza di alcuni membri dell’Eurogruppo e di ‘partner’ assortiti per una mia… ‘Assenza’ dai loro vertici, un’idea che il primo ministro ha giudicato potenzialmente utile per consentirgli di raggiungere un’intesa”, scrive Varoufakis, “per questa ragione oggi lascio il ministero delle Finanze”. “Considero mio dovere aiutare Alexis Tsipras a sfruttare come ritiene opportuno il capitale che il popolo greco ci ha garantito con il referendum di ieri”, ha aggiunto l’ex ministro, “e porterò con orgoglio il disgusto dei creditori”.

Il successore di Varoufakis è il capo dei negoziatori greci, Euclid Tsakalotos. Membro del parlamento greco di Syriza dalle elezioni 2012, è stato rieletto il 25 gennaio 2015. 

La dichiarazione di Varoufakis arriva a poche ore dalla vittoria schiacciante del fronte del “no” al referendum che ha chiamato a votare i cittadini greci sulla proposta dei creditori. I “no” hanno vinto con il 61,3% di voti, mentre il “sì” si è attestato poco sotto il 38,7%. I votanti sono stati il 62,50% e le schede nulle e bianche sono state il 5,80%. “Avete fatto una scelta molto coraggiosa”, ha detto  Tsipras in un messaggio televisivo. “Il mandato che mi avete dato non è un mandato per rompere con l’Europa, ma un mandato per rafforzare la nostra posizione nel negoziato per cercare una soluzione sostenibile”.

Funzionari del governo greco, secondo cui il “no” rafforza il potere di contrattazione con i creditori internazionali, hanno detto di voler immediatamente tentare di riprendere i colloqui con i partner europei. “I negoziati devono essere conclusi molto presto, anche in 48 ore”, ha detto il portavoce del governo Gabriel Sakellaridis alla tv greca.”Faremo ogni sforzo per raggiungerlo subito”.

Intanto, il presidente francese François Hollande e la cancelliera tedesca Angela Merkel hanno annunciato che si incontreranno oggi a Parigi per discutere i risultati del voto e hanno chiesto la convocazione di un Eurogruppo straordinario per domani. Molto duro il commento del vice cancelliere tedesco Sigmar Gabriel, secondo cui il premier greco ha tagliato l’ultimo ponte su cui Grecia ed Europa avrebbero potuto trovare un accordo”. L’Eurogruppo, convocato invece per domani, ha detto che si aspetta nuove proposte dalla Grecia.

Il presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi ha convocato il ministro del Tesoro Pier Carlo Padoan a Palazzo Chigi per fare il punto della situazione. Secondo fonti del tesoro è prevedibile una “volatilità dei mercati”, ma l’Italia è pronta ad affrontare eventuali shock. Le Borse aprono in calo, e cresce lo spread.  Anche il capo dello Stato Sergio Mattarella ha detto che la vittoria del no proietta la Ue verso “scenari inediti” e ora occorrono “responsabilità, lungimiranza e visione strategica”.

Le banche greche, che sono rimaste chiuse per tutta la settimana e hanno razionato i prelievi al bancomat, dovrebbero finire la liquidità se la Banca centrale europea non fornirà linee di credito di emergenza. I partner di Atene la scorsa settimana avevano ammonito che la vittoria del “no” avrebbe significato tagliare i ponti con l’Europa e portare il sistema finanziario greco verso la bancarotta.

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